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Dalla mente al cuore (III parte)

 

Pensieri e riflessioni di F. Candeloro - medico omeopata

L'esistenza umana... un intreccio di incontri ed episodi, singole note di un unico spartito musicale che chiamiamo vita: a noi coglierne il senso e farne incantevole melodia.

Il destino bussa infinite volte al nostro cuore, ha mille forme ma la sostanza che lo anima è sempre la stessa: risvegliarci dal torpore di un'esistenza che non ci appartiene, opera banale e decisamente astratta, di chi non ha mai avuto cuore... è invece la magnificenza di un dipinto immortale lo schizzo della vita che riusciamo appena ad intravedere, ma che non abbiamo più il coraggio di perseguire con la determinazione che compete solo alle grandi imprese, le quali, al termine del loro faticoso compimento, ci riconsegnano intatto tutto il nostro valore.

Riscopriamo il senso naturale del nostro esistere solo accettando il caotico tormento interiore quale origine del progressivo distacco da noi stessi.

Ciò che mai riusciremo a metter via è quella voce celeste che ci chiama all'ardimento e alla grazia, perché è solo dal loro incontro, e dalla loro fusione, che può nascere quella perfetta alchimia che chiamiamo Vita.

Il prezzo per riscoprite tutta intera la bellezza del creato, e il progetto che si cela dietro ad essa, è percepirsi soli in un mondo straordinariamente affollato di esseri in costante caos esistenziale perché atterriti dalla Vita.

Tornare pienamente alla Vita è lasciarsi sorprendere ancora da una brezza gentile che arriva ad accarezzare il nostro cuore, allontanandosi da noi sì, ma senza mai nascondersi del tutto, pronta a farsi ritrovare ogni volta che una lacrima di tristezza ci solcherà il volto, delicatamente ammiccante come chi sa, con certezza, che aldilà di quella nuvola passeggera, un cielo stellato saprà presto trasformare in stupore e meraviglia ogni nostro inconsolabile dolore.

Dove ci incontriamo con il cuore di una persona, l'intelligenza mai potrà venir meno; laicità e religiosità si uniscono lì dove i tanti no diventano un unico sì alla Vita; l'unico luogo capace di armonizzare i nostri sensi in un unico sussulto, che è al contempo estasi e meraviglia, è il cuore, purificato dal tormentato desiderio di tornare ad Amare.

Come l'alta e la bassa marea, la nostra anima lambisce spesso la Verità, e altrettanto spesso se ne allontana: è proprio allora che i sentimenti cominciano ad agitarsi scompostamente in noi e sale più forte il desiderio di tornare a quella placida quiete che ci ricorda la superficie del mare in cui l'azzurro del cielo può tornare a specchiarsi, e a disegnare, all'orizzonte, la nostra rotta per l'infinito.

La bellezza è nel cuore di chi la guarda: risonanza improvvisa che avvolge tutti i nostri sensi è spesso un sussulto di ammirazione che in molti rimane stimolo inefficace a seguirne le orme, convinti della propria incapacità di raggiungere le più alte vette dell'esistenza umana, pigri e lenti nel decidere per sé, spaventati dell'ignoto che pur attrae, compiaciuti del proprio modo di stare sulla terra e del riconoscersi nei tanti simili senz'anima, spesso resta l'incontro di un attimo che non è in grado di cambiare nulla in noi.

Nell'incontro tra cielo e mare la perfetta fusione degli opposti che non ha più confine di tempo né di spazio: c'è un cielo e un mare in ciascuno di noi, riuscire a fondere la limpidezza del primo con la profondità del secondo è quiete di un'anima, fino ad allora agitata, che sente vicino il suo abbraccio con la Vita.

Se arrivassimo a comprendere che nell'apparente fragilità del nostro smarrimento si cela in effetti la vita e la sua grandiosità che anela al divenire, la nostra esistenza, proprio in quell'attimo, tornerebbe a specchiarsi in se stessa, desiderosa di tornare alla sua originaria bellezza, ormai perdutasi nelle rughe di un cuore divenuto incapace di amare ciò che, solo apparentemente, non possiede alcuna consistenza.

L'amicizia è la porta del cuore che conduce, attraverso l'identificazione con l'altro, alla piena conoscenza di sé, e diviene legame tanto più forte e duraturo quanto più desideriamo e realizziamo per l'altro ciò che desideriamo e vorremmo si realizzasse per noi stessi, senza attenderci ricompensa alcuna che non sia la semplice pace del cuore, quella stessa che, quasi per magia, ci prepara allora alla perfetta fusione con il nostro Destino.

L'amore è, e sarà sempre, il frutto di una scelta personale e coraggiosa: un salto nel buio inseguendo una luce fioca che vive in eterno, una dimensione nuova dell'umana esistenza che sorprende e rinnova, una meravigliosa scoperta di me, di te, di un divino noi.

L'essere umano non può esistere senza amore: la sua vita diventa enigmatica e incerta, frutto del caso e dell'emulazione disperata di chi si mostra felice, ma nasconde, nelle sue piccole o grandi manie, l'inquietudine che lo attanaglia. Comprendere se stessi è comprendere fino in fondo l'amore, non un semplice sentimento, ma un modo pieno e concreto di vivere quotidianamente, arrivando a cogliersi unico pur nella propria diffrazione nel tutto.

Vera vacanza è solo il paradiso del cuore, luogo incantato dove la forza dei sogni riesce a dissipare ogni tensione emotiva, inconsapevole effetto che produce tutto quanto si frappone al compimento del proprio destino d'Amore.

Il sogno è semplicemente quella parte di noi che ci precede, raggiungibile a chi sa alleggerire il suo cuore e farsi piccolo quanto basta perché l'incanto che è in esso eserciti in noi quell' attrazione invincibile da cui niente e nessuno potrà mai distoglierci.

Quando decidiamo di ascendere le vette dell'umana esistenza, giorno per giorno riusciamo a percepirci sempre più liberi e più veri, e così tutto quanto ci circonda arriviamo ad apprezzarlo diversamente: dall'alba del primo mattino al buio delle nostre notti, tutto diviene allora magnificenza e stupore...è di nuovo il creato!

Come fiume in piena è la Vita, selvaggiamente attratta dal suo mare: arginarne, in maniera personale, a sé e agli altri, il flusso, è predisporre al suo straripamento, sconquasso, quasi irrimediabile, di un'esistenza così ridotta ai margini della corrente, e per questo nuovamente primitiva e precaria...abbandonarsi invece ai suoi tortuosi saliscendi, per quanto a volte impressionabili possano sembrare - per timore dell'ignoto - è tuttavia percepire sempre più prossimo il suo approdo a quell'immensità che, ritrovata la quiete dei suoi tanti affluenti, delicatamente dissolve nell'infinito del cielo.

Quando la verità accarezza il nostro smarrimento, il tempo si arresta, come per incanto, proprio a quel momento: se non avremo la forza, e il coraggio, di ascoltarla incondizionatamente, trascorreremo il resto dell' esistenza a cercar di rimuoverla attraverso vane illusioni, effimere congetture e disperati tentativi di trasformare, a nostro piacimento, una realtà che non vuol più mutare….mentre quell'attimo, apparentemente fuggito, continuerà, con pazienza, ad attendere solo un nostro sì.

Siamo nulla, e così ci percepiamo, nonostante i nostri tentativi goffi e risibili di apparire diversamente, quando riteniamo di essere in qualche modo indispensabili; diventiamo una semplice particella operosa di quel processo instancabile che è la creazione, quando decidiamo di essere utili al prossimo: al suo processo evolutivo nella progressiva e piena comprensione di sé.

Andiamo alla continua e scomposta ricerca di chi ci completi, ma in tutto questo ci dimentichiamo che il primo passo per dar pieno compimento a questa ricerca è arrivare a comprendere noi stessi fino in fondo, nella nostra comune naturalezza, lesa da condizionamenti sociali che costantemente la soffocano e la imbrigliano e che, una volta riscoperta, sarà proprio lei a guidarci, quasi selvaggiamente, a quella parte di noi che allora, e solo allora, potrà stabilmente completarci.

C'è una musica dolcissima e soave nel cuore di ognuno di noi: ascoltarla, quando il frastuono insensato di giorni sempre uguali sembra spegnere definitivamente i nostri sogni-desideri, ci permette di restare costantemente legati a quella parte di noi che ci supera in altezza e distanza, e ci attende in quella dimensione esistenziale che chiamiamo eternità.

I turbamenti del cuore creano nella persona continue oscillazioni che spesso gli rendono impossibile comprendersi, questo perché il cuore riposa nel Destino, che a lui solo è dato conoscere.

I ricordi che possono cambiarci l'esistenza son quelli che solo ad una certa distanza di tempo arriviamo a comprendere pienamente, perché rimasti impressi nel cuore, che sa sempre cosa trattenere.

Riconoscere la fragilità della propria anima è comprendere lo sforzo di dover procedere verso l'unica esistenza che abbia un senso, percorrendo il sentiero che ad essa ci conduce opposti al procedere di quanti si muovono in direzione contraria alla Vita, eppure spavaldamente convinti di essere sempre sul punto di raggiungere quella felicità tanto agognata, che invece, giorno per giorno, dopo l'ebbrezza di un momento, si allontana sempre più.
 

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