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Dalla mente al cuore (II parte)

 

Pensieri e riflessioni di F. Candeloro - medico omeopata

Tornare ad innamorarsi della vita significa riscoprire la nostra piena appartenenza ad essa, e in tutte le sue forme, anche le più immature, sentirne il palpitare che aspira a quella grandiosità, che da sempre le compete.

Essere superiore è chi sa armonizzare dentro di sé il caos di un'esistenza divenuta ormai incomprensibile, e farne dono della sua ritrovata e semplice accessibilità.

Banalizzare ciò che è complesso o farlo apparire eccessivamente complicato sono atteggiamenti che impediscono alla persona di raggiungere la perfezione del proprio agire, quella perfezione che dona armonia e benessere in chi la compie, stupore e ammirazione in chi la osserva.

La solitudine del cuore è la peggiore afflizione che l'essere umano possa conoscere, ma reagire ad essa significa mettersi in cerca dell'unica presenza capace di riempire per sempre, e con discrezione, un vuoto esistenziale che appariva incolmabile.

L'amore è certamente esigente, eppure osserva con tenerezza infinita i difetti di chi ama: è questa la sua forza e al contempo la sua dolcezza.

Cogliamo di ogni luogo o scenario la magia che li contraddistingue quando arriviamo a riconoscervi quella parte, altrettanto magica, che si cela in ciascuno di noi: tristemente soffocata da leggi e convenzioni che ne imprigionano la sua natura docile e leggiadra, essa può così finalmente tornare a palpitare e a rispecchiarsi liberamente, almeno per un pò, al di fuori di noi.

La semplicità è quella particolare disposizione di chi ha imparato a sciogliere i nodi di un cuore che non era più capace di amare la vita nella sua originaria purezza, e il sorriso soave che ne deriva è il frutto di questa sorprendente riscoperta, che precede, di poco, la piena identificazione in essa.

Raggiungere la perfezione nell'agire umano è intravedere la bellezza di ciò che si fa, quando ancora nulla lascia pensare che ne saremo mai capaci, così che al termine del nostro operare il prodotto dell'impegno profuso ci supererà fino a stupire noi per primi, e la sua grandiosità, sproporzionata alla nostra fragilità, ci conserverà umili per una nuova impresa.

Romantica è solo quella persona che si lascia trasportare, in tutte le sue attività, dall'unico soffio vitale capace di donare leggerezza al cuore, celestialità ad ogni gesto o espressione, sobrietà d' eleganza, maniere cordiali e sempre fraterne, ironia mai denigratoria, umorismo che ravviva e non stordisce.....in una parola è l' essenza pura della vita stessa, che trova finalmente la sua incarnazione in un essere che se ne è lasciato a tal punto conquistare, che per lei ha raggiunto la raffinatezza dell'umano esistere.

Eroe senza tempo è chi sa deporre le armi dell'arroganza, della presunzione e della prevaricazione, e riscoprire la sua immortale natura, volgendosi così alla mitezza, alla perseveranza nel bene e all'altruismo vero, che sanno sempre creare nel prossimo un dubbio o un'improvvisa illuminazione del cuore: è questo il carattere della persona veramente forte, che sa sostenere lo sforzo evolutivo del suo essere anche quando aspramente osteggiato da chi si è arreso alla propria rumorosa e barbarica mediocrità.

Nello smarrimento di un' esistenza troppo spesso avvertita come interiormente deludente, quando addirittura non insignificante, la Verità bussa al cuore di ognuno per risvegliarlo dal torpore di una coscienza ormai deposta: il bambino capriccioso e viziato trasale, si sente infastidito e torna ai propri giochi; la persona adulta ascolta con interesse e ammirazione, e a poco a poco muove i primi passi di una vita nuova, finalmente destinata anche alla sua pienezza interiore. Cogliersi bambini capricciosi e viziati, e aspirare a differenziarsi, è il primo passo per diventare finalmente adulti.

La tenerezza, in un rapporto di coppia, è quella particolare disposizione del cuore, quella auspicabile inclinazione di entrambi a percepire come anche propri i patimenti dell'altro per ciò che egli avverte come difetti, o per lo sforzo che produce nel tentativo di colmare i propri limiti: sentimento specialissimo di ogni madre per il suo bimbo in continuo divenire, della coppia innamorata è misura della profondità dell'affetto che lega i due, le cui esistenze vengono finalmente vissute come una sola, e nuova, e fragile, ma al tempo stesso protesa all'infinito.

Essere pienamente se stessi non significa affermare il proprio io a discapito degli altri, ma riscoprire la propria naturalezza, la propria somiglianza con chi ci circonda e, solo apparentemente, è diverso da noi: è solo così che ognuno di noi può riscoprire la sua innata vocazione ad incidere profondamente nel cuore di chi non sa più amare…e, se è pur vero che nessuno può sapere se, e quando, questa trasformazione mai avverrà, resterà nell'altro un segno indelebile di questo incontro, e il dubbio innescatovi rallenterà la distruzione di un creato, che tornerà a riprendere, così, la sua spedita corsa verso l'infinito.

La profondità dell'essere umano consiste nella sua capacità di guardare oltre il presente e di cogliere i segnali positivi che si celano in ogni circostanza della propria e dell’ altrui esistenza, solo così egli arriverà a comprendere, giorno dopo giorno, il senso dinamico ed evolutivo della sua vita, al pari di quello della società tutta che, senza averne consapevolezza, si muove sì disordinatamente, ma pur sempre sottoposta ad una forza invisibile che la sostiene, la conforta e la attrae a sé. E’ così, nel tempo, che nella profondità del proprio essere la persona e quella forza diventeranno un tutt'uno.

Nei nostri sogni si agita un io più grande che nella nebbia del risveglio confondiamo con la considerazione sociale per ricchezza, popolarità e bellezza, e l'esempio che ci circonda ci porta a credere che la realtà sia il sogno, distanziandoci da quell'io che resta per sempre la nostra incompiuta e incompresa bellezza, da cui origina il quotidiano smarrimento di un cuore che non si arrenderà mai a ciò che sogno mai potrà diventare.

E' nello smarrimento del disumano, e nella solitudine che percepiamo abbandono, che la Verità parla al nostro cuore, unica amicizia disinteressata e realmente incondizionata: e sia pur distratti dai tanti richiami, e sedotti dalle molte illusioni, essa pur tuttavia continuerà, instancabilmente, ma sempre con discrezione, a bussare al nostro cuore, pronta a sedere accanto alle nostre afflizioni, e ad asciugare le nostre lacrime di dolore, anche quando frutto di un cammino personale che da lei ci ha diviso; e fino all'ultimo non smetterà di attrarci a sé, affinché la nostra vita ritrovi il senso che le appartiene…proprio in quanto vita.

Svuotarsi di se stessi per cercare il consenso e la considerazione di chi ha scelto la propria verità all'assoluto, è cercare di affollare vanamente la solitudine del proprio cuore.

E' quando ci alleggeriamo di quell'immagine di noi stessi che abbiamo imparato a sovrapporre all' anima, temendo questa così poco seducente, che riprendiamo a volare, mutando così la prospettiva della nostra esistenza, che torna a mostrarsi lento e faticoso cammino, in evoluzione, di chi ha paura di perdere quella maschera, che ne imprigiona il cuore.

Riconoscersi mediocri, e soffrirne, è il primo passo di chi aspira alla vera eccellenza: dono di chi non opera esclusivamente mosso da vantaggi personali o riconoscimenti sociali, ma guarda alla Bellezza ispiratrice, che esalta ogni agire umano e lo trascende.

E' nei momenti del turbamento di un'esistenza fragile e fittizia che riscopriamo in noi il desiderio di amare: esso ci viene premurosamente incontro, suggerendoci il percorso per riscoprire prima di tutto noi stessi, ma quando pensiamo di averlo finalmente colmato, è allora che sembra sfuggirci, mentre è solo più in là, nell'azzurro incontaminato del cielo. Se quando il destino sembra sfuggirci non ce ne ribelliamo stizziti, i nostri sensi, ancora rapiti, ci apriranno la mente alla sua Verità, e il nostro corpo, appesantito da inutili orpelli, ritroverà la leggerezza di un cuore finalmente liberato al suo sogno d’Amore.

Umile e mite al cospetto della Verità, incantato e stupito dinnanzi alla Bellezza, profondamente rattristato e partecipe di fronte alla sofferenza umana effetto dell'ingiustizia e del sopruso altrui: è questo l'essere umano veramente sano...nel suo cuore.

Torniamo ad essere pienamente noi stessi, solo quando ci spogliamo di tutte le maschere di una vita solo recitata e mai vissuta: è allora che il cuore torna a palpitare e ad amare, così che anche la più tragica delle maschere, quella della paura, può finalmente cadere.

Ci avviamo naturalmente - a tratti quasi trasportati - alla grandezza del nostro essere, solo quando ci riconosciamo piccoli di fronte a Verità e Bellezza.

Ripetere sempre gli stessi gesti crea l'illusione di cristallizzare il tempo, e così ingannarlo per troppo timore del suo inafferrabile scorrere... ma solo quando il nostro cuore entra stabilmente in contato con l'assoluto ora e per sempre diventano lo scandire di un'esistenza che non conosce più paure se non quella di perdere il senso ritrovato del tempo, inteso come distanza che ci separa e non che ci sopravanza.

Abito sociale e abito naturale riescono a convivere armoniosamente solo nella persona che accetta di stare al mondo pur non sentendosene pienamente parte: e così, invece di fuggire da esso, impara a recitare la sua parte, fino a provocare il sorriso nel fanciullo dell'altro, e riportare così, nella relazioni umane, quella spontaneità e quella fiducia che la maschera sembrava per sempre aver reso impossibili.

Ogni Uomo possiede, nel profondo del suo cuore, un desiderio infinito di Bellezza che abbia con sé gli attributi della mitezza, della tenerezza, dell'accogliente dolcezza, del perenne ristoro, dell'adesione incondizionata ad ogni scelta compiuta per la Vita, della disponibilità a condividere la gioia così come il dolore di un’esistenza vissuta pienamente: quel desiderio si chiama Donna.

Cerchiamo inconsapevolmente la Verità, quando inseguiamo la felicità.
 

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