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Cos'è la medicina omeopatica - Intervista per Donna In

 

(di F. Candeloro - medico omeopata)

La medicina omeopatica è una medicina terapeutica alternativa, tanto criticata da alcuni, quanto amata e seguita da altri, che vede la sua origine a cavallo tra la fine del 18esimo secolo e l'inizio del 19esimo, con il medico tedesco Christian Friedrerich Samuel Hahnemann.

Alla base della medicina omeopatica vi è il principio "similia similibus curantur" (trad: i simili si curano con i simili) noto come "principio di similitudine del farmaco", che prevede la somministrazione a piccole dosi della stessa sostanza che, in dosi maggiori, provocherebbe la malattia. Le sostanze tossicologiche vengono eliminate, favorendo quelle terapeutiche che andranno a curare l'individuo.

Come abbiamo anticipato prima, la medicina omeopatica ha creato, per generalizzare, due schieramenti, lasciando da un lato perplessi e contrari tutti i seguaci del metodo scientifico, in quanto pare non abbia basi sufficienti ad avvalorare le sue teorie, ma allo stesso tempo è sempre maggiore il numero di persone che decidono di affidarsi alle cure omeopatiche.

Abbiamo così pensato di rivolgerci ad un esperto che possa chiarirci sui principi e sull'utilizzo dei rimedi omeopatici. Il Dott. Francesco Candeloro, specializzato in Medicina Omeopatica, insegnante in materia, nonché autore di articoli sull'argomento e ospite di trasmissioni televisive in tema, risponderà alle nostre domande.

Dottore, come mai ci sono tutti questi pareri discordanti sulla medicina omeopatica?
E’ questo un aspetto che certamente finisce per affievolirne le sue potenzialità e la sua diffusione. Esso deriva dal fatto che molti omeopati non riescono a distaccarsi dalla visione parziale e organicista della medicina tradizionale, proprio per questo suddivisa in tante branche specialistiche, tra loro autonome. Inoltre ci sono anche coloro che, per assecondare acriticamente le richieste dei pazienti, la maggior parte dei quali ignaro della propria reale complessità, finiscono addirittura per accostare i due sistemi di cura, quello omeopatico e quello allopatico, in situazioni che invece potrebbero trarre massimo beneficio dall’utilizzo solo del primo dei due, che anzi, nell’integrazione con i comuni farmaci, molte volte può trovare un ostacolo tenace alla sua azione terapeutica.

La medicina Omeopatica spesso viene screditata in quanto considerata come una pratica che offre solamente un effetto placebo, cosa pensa in merito?
Non è in base al mio pensiero che si possa o meno affermare se quanto detto dell’omeopatia, a proposito del suo supposto effetto placebo, sia vero o meno, ma bensì è l’evidenza della sua efficacia in organismi viventi, tra cui bambini in tenera età, animali domestici e di allevamento, e anche molte piante, ovverosia esseri per nulla suggestionabili, che ne conferma la validità terapeutica indipendentemente dal grado di condizionamento dell’essere vivente cui sono rivolte le nostre cure.

L'omeopatia utilizza rimedi più naturali, e quindi leggeri, per l'organismo, rispetto ai comuni farmaci?
Le sostanze che utilizza l’omeopatia, e che derivano da tutti e tre i regni della natura, quindi animale, minerale e vegetale, sono in realtà tra le più patogene per l’uomo, avendo la capacità, se somministrate a dosaggi massicci, e/o ripetutamente, di alterare l’organismo nella sua complessità, al punto tale da poter essere, in alcuni casi, anche potenzialmente letali. E’ invece il particolare processo di diluizione e scuotimento, detto anche dinamizzazione, individuato da Hahnemann, che le trasforma in rimedi terapeutici estremamente efficaci e al tempo stesso sicuri, quando la loro prescrizione, però, viene fatta nel rispetto di ben precise leggi.

In quali casi l'omeopatia si rivela particolarmente adatta e in quali invece è meglio ricorrere alla medicina tradizionale?
Più che singole malattie direi che l’omeopatia, che in realtà possiede un campo di applicazione molto vasto, fornisce i suoi maggiori servigi in alcune tipologie di pazienti, a cominciare dai bambini, che rispondono bene e prontamente alle cure, per passare a tutte quelle persone di ogni età che prendono progressiva confidenza con la realtà umana, e apprezzano il particolare modo di disporsi nei confronti delle singole patologie degli omeopati più completi ed esperti, e più in generale tutti coloro che desiderano ottenere il massimo dalle loro capacità in ogni ambito dell’agire umano, e ritardare al contempo il più possibile quel processo di invecchiamento dei tessuti, che li predispone alle patologie più gravi e serie dell’età avanzata.

In quanto medico omeopata, ci dica, perché un paziente dovrebbe affidarsi alle cure omeopatiche?
Forse sarebbe meglio riformulare questa domanda chiedendo perché mai c’è necessità di rivolgersi ad un omeopata esperto tutte le volte che si decide di seguire una cura omeopatica, che, come abbiamo visto, è quella maggiormente in grado di rispettarlo come persona, e si dimostra utile in tantissime situazioni patologiche, a prescindere dalla possibilità o meno di far ricorso ai medicinali di sintesi. La complessità dell’individuo, infatti, e della sua dinamica esistenziale, nonché la conoscenza approfondita dei rimedi di maggior utilizzo, in confronto tra loro, è l’unica strada che possa far giungere ad una terapia omeopatica efficace e sicura, cosa a cui, per quanto appena detto, un paziente, che possiederà ovviamente sue proprie competenze, non potrà mai pienamente pervenire.
 

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