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L'Omeopatia per guarire dagli attacchi di panico

 

(di F. Candeloro - medico omeopata)

La relazione odierna ci offre una nuova occasione per cercare di comprendere, attraverso la pratica dell'omeopatia, se questa debba intendersi una semplice cura alternativa alle comuni terapie farmacologiche che, com'è forse credenza di una buona parte della popolazione, sostituisce i farmaci di sintesi con principi attivi provenienti dal mondo della natura, oppure non si tratti di una metodologia più complessa, che pone il malato affetto da una determinata malattia, e non la sola malattia, al centro del suo fine terapeutico.

In questa prospettiva, distingueremo ora quali siano i rimedi omeopatici maggiormente utilizzati durante gli attacchi acuti di panico, da quelli più frequentemente prescritti per la prevenzione del ripetersi degli stessi.

Infine, in un'ottica sempre esistenziale della malattia, intesa come effetto del disordine interiore che si viene a generare in tutto l'organismo come conseguenza del progressivo allontanamento dell'essere dallo scopo originario e naturale della sua esistenza, proveremo a dare un'interpretazione, logicamente molto personale, ma interamente dedotta dallo studio psicologico dei nostri rimedi, della possibile origine mentale degli attacchi di panico.

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Gli attacchi di panico
Gli attacchi di panico, definiti come una particolare modalità della reazione d'ansia, che consiste nel provare un'improvvisa ed intensa sensazione di terrore in particolari circostanze e situazioni, o anche senza alcun motivo apparente, possono presentarsi sia in forma sporadica, sia in forma cronica-recidivante, configurando in quest'ultimo caso il cosiddetto disturbo da attacchi di panico.
L'approccio omeopatico alla cura degli attacchi varierà dunque a seconda della particolare modalità di presentazione degli stessi, potendosi così distinguere un certo numero di rimedi più indicati nella cura degli attacchi acuti da quelli più propriamente utili nella prevenzione del ripetersi degli stessi.

Rimedi omeopatici agli attacchi di panico
Iniziamo dunque proprio da quei rimedi più indicati nella cura degli attacchi acuti, i quali possono essere scelti in base alla prevalenza di uno o più dei tredici sintomi che generalmente caratterizzano gli attacchi, e che non necessariamente devono essere tutti presenti per porre diagnosi di attacco di panico (per definizione ne sono sufficienti almeno quattro).

E così, in persone che lamentano un prevalente fastidio o dolore al petto, la sensazione di respiro corto, palpitazioni e tachicardia, saremo spinti a prescrivere Ignatia; quando invece prevarranno le sensazioni di sbandamento, l'instabilità, i tremori e le sensazioni di torpore e formicolio, la scelta si orienterà su Gelsemium; se ad alcuni di questi sintomi si aggiungerà poi la paura di impazzire o perdere il controllo, penseremo sicuramente ad Argentum Nitricum, mentre la paura di morire, se si accompagnerà a malanni passeggeri ma intensi, farà pensare ad Aconitum Napellus, quando invece si osserverà in un paziente sempre ansioso ed agitato e farà la sua comparsa nelle prime ore della notte, saremo spinti a prescrivere Arsenicum Album. Infine, nei casi in cui ad alcuni dei precedenti sintomi si associassero vampate di calore, brividi e sudorazione, particolarmente in una donna in menopausa, saremo orientati a prescrivere Lachesis, mentre la somatizzazione dei disturbi a livello gastrointestinale, con la comparsa di senso di nausea e dolori addominali, ci faranno propendere verso Nux Vomica.

Terapia omeopatica contro gli stati d'ansia che portano agli attacchi di panico
La possibilità di utilizzare così tanti rimedi, diversi tra loro per caratteristiche peculiari, ma tutti ugualmente efficaci nella cura degli attacchi acuti, ci permette di effettuare una terapia individualizzata della malattia, che tenga cioè in sommo conto, nei pazienti affetti da uno stesso disturbo, delle differenze di costituzione fisica, carattere e temperamento di ognuno, realizzando in tal modo una cura mai semplicemente soppressiva di un sintomo – come avviene nelle terapie convenzionali – ma, all'opposto, sempre tendenzialmente comprensiva delle reali e personali motivazioni che si celano dietro qualsiasi malessere.

Infatti, solamente agendo sulle ansie, le paure, le insicurezze e le timidezze che sostengono gli attacchi di panico, e provando pazientemente a sradicarle attraverso una cura omeopatica ben condotta, al fine di far riemergere, nella sua piena vitalità, quell'essere umano conscio sì della propria caducità, ma al tempo stesso rinfrancato dalla ritrovata consapevolezza del significato immortale dell'umana esistenza quando vissuta in armonia con la sua più autentica natura, solo agendo in questa maniera, dunque, sarà possibile liberare la persona da quei disturbi che ne limitano e cristallizzano il divenire in una serie monotona e meccanica di atti quotidiani, i quali sono inevitabilmente destinati, nel tempo, a perdere significato e ad allontanare sempre più l'essere dalla possibilità di comprendere appieno lo scopo ultimo della sua esistenza, rendendolo in ultima analisi estraneo a se stesso, lontano dai suoi simili e dal mondo naturale e reale che lo circonda e, per tali motivi, sorprendentemente timoroso di fronte ad eventi e circostanze di per se stessi poco nocivi.

Compito dell'omeopatia sarà pertanto quello di rendere agevole alla persona la riscoperta delle proprie innate ed interiori risorse, andatesi via via affievolendo, le uniche in grado di favorirne il ritorno al pieno governo delle emozioni, e quindi al superamento definitivo di quelle irrazionali paure che tanto ne limitano il divenire.

Tra i rimedi più adatti a questo scopo ricordiamo: Lycopodium, utile a soggetti autoritari e dispotici, intolleranti ad ogni contraddizione, che amano assumere ruoli sociali di rilevanza e responsabilità, ma che altresì, di fronte ad un impegno importante, provano spesso un disagio emotivo che può arrivare al panico; Calcarea carbonica, rimedio per individui caratterizzati da una facile affaticabilità fisica ed intellettiva, che proprio per queste ragioni andranno ripetutamente in ansia di fronte a qualsiasi impegno, fisico o mentale che sia, e proveranno altrettanto facilmente sentimenti di autentica paura di fronte a circostanze che richiedano loro rapidità di adattamento (la paura del buio è senza dubbio tra le più caratteristiche). Chi invece è in un continuo stato di allarme e proprio per questo frequentemente spaventato dai fenomeni atmosferici più violenti, e in modo particolare dal temporale, è Phosporus, rimedio per individui decisamente troppo sensibili ed emotivi, che proprio per questo si gioveranno spesso, in acuto, della somministrazione di Ignatia; infine Thuya, rimedio per persone sempre frettolose, portate a preoccuparsi con insistenza per fatti e situazioni di poca importanza e particolarmente in ansia ogni qualvolta siano colpite da un nuovo malessere.

Considerazioni finali
A questi pochi rimedi, corrispondenti a tipologie caratteriali tra le più predisposte a presentare stati d'ansia talmente spiccati da poter arrivare al panico, se ne potrebbero aggiungere molti altri, ma lo scopo sarebbe sempre e solo quello di dimostrare che dietro alla facilità nel presentare simili attacchi c'è sempre una personalità portata a percepire avvenimenti e situazioni comuni come smisuratamente minacciose per la propria incolumità o eccessivamente proibitive rispetto alle proprie capacità.

Tutta la difficoltà di una corretta terapia omeopatica, finalizzata alla prevenzione del ripetersi degli attacchi, sarà dunque quella di riuscire a modificare in meglio l'assetto emotivo della persona, che soffre del fatto che la sua esistenza si è incanalata in una direzione che ha finito per ridurne progressivamente le potenzialità e la forza creativa, favorendo così la comparsa di sentimenti di paura, fino al panico, di fronte a quelle situazioni che solo rievocano, più o meno consciamente, la quotidiana necessità di lottare in maniera pacifica, per continuare a difendere il proprio diritto a vivere un'esistenza vera e in sintonia con le proprie più autentiche aspirazioni.
E proprio il carattere necessariamente pacifico di questa lotta richiede all'individuo di tornare a scoprire, e ad esercitare, le innate armi dell'astuzia, della diplomazia, del perdono e della mite perseveranza nella giustizia, affinché la vita riprenda a fluire liberamente prima di tutto dentro se stessi, così da poter nuovamente plasmare e predisporre l'essere a quella pienezza esistenziale che è naturale desiderio e destino di ogni individuo guarito nel cuore, vero centro pulsante e determinante della vita di ognuno di noi.
 


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