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FAQ (Frequently Asked Questions)
 - Rimedi e prodotti omeopatici

 
Mio figlio che ha 9 mesi, ed è ancora allattato al seno, ha spesso una tossetta stizzosa che prende al nido. Dall'inizio di settembre l'ha già presa 3 volte. Mi ha hanno consigliato l'oscillococcinum.

Oscillococcinum, sebbene molto conosciuto e venduto, non è un rimedio omeopatico in senso stretto, nel senso che non è stato sottoposto a sperimentazione sull'individuo sano, e quindi non ci è possibile sapere con precisione per quali sintomi, per similitudine, e a dosi infinitesimali, possa essere prescritto nei malati. Sfrutta dunque un supposto principio di attivazione del sistema immunitario, che però, quando sollecitato in maniera autonoma, e cioè non come reattività dell'intero organismo, comporta sempre uno squilibrio di altre funzioni e apparati che, fin dalla più piccola età, si comportano invece in maniera unitaria. Solo un approccio a tutto l'organismo, nel rispetto della sua complessità, potrà permettere al piccolo di sviluppare armoniosamente tutti i suoi organi e le sue funzioni, fortificandolo naturalmente contro agenti esterni e microbici con cui in questa età viene per la prima volta in contatto.


La mia farmacista mi ha prescritto per l'ansia Aconitum Napellus, Calcarea Carbonica e Phosphorus: vorrei sapere se va bene questa cura o è meglio cambiarla.

L'omeopatia nella sua forma più evoluta e sicura cura la persona nel rispetto della sua naturale complessità psicofisica, somministrandole un solo rimedio alla volta, da modificare in relazione ai cambiamenti a cui deve andare incontro l'intero organismo, in seguito alla somministrazione dei rimedi omeopatici. La prescrizione della farmacista è pertanto non corretta e, oltre a risultare inefficace, nel tempo può favorire la comparsa di spiacevoli effetti secondari in relazione alla somministrazione dei rimedi nella maniera che le è stata consigliata. La esorto pertanto a rivolgersi, sopratutto per le cure omeopatiche, a personale medico serio e competente, che la farà risparmiare veramente sulle cure, fornendole il miglior risultato in tempi ragionevoli, e adeguati, al costo sicuramente più redditizio.


Ho un bimbo di quasi tre mesi, al quale ho somministrato per la stitichezza dei globuli di Kindistip. Il bambino si è subito regolarizzato, così dopo qualche giorno ho interrotto la cura. Purtroppo dopo un po' di tempo il problema si è ripresentato, ed ho così deciso di ripetere il trattamento. Dopo poco è subentrato il problema delle coliche, così sto somministrando il Colikind. Attualmente il bambino prende Colikind e Kindistip, ma non riesce ad andare di corpo e le colichette non sembrano migliorare. Temo che possa dipendere dalla somministrazione contemporanea dei due prodotti.

I prodotti che lei cita nella sua non sono di mio uso professionale, semplicemente perché trattasi di complessi omeopatici - e non di unitari - che mantengono, della medicina tradizionale, la maniera di somministrazione dei farmaci, ovverosia ad esclusivo uso sintomatico. L'omeopatia, invece, nella sua forma più originaria ed efficace, tratta ogni individuo, di qualsiasi età, come una cosa sola di mente e corpo, tenendo in sommo conto la costituzione fisica del soggetto e le influenze ambientali e personali che possono determinare modificazioni della sua fisiologia, capaci di favorire l'insorgenza dei sintomi e il loro perdurare. Senza dunque una prescrizione che tenga conto di questi aspetti, e della complessità della natura umana, una cura solo sintomatica, anche omeopatica, perde presto la sua efficacia, e la sua ripetizione ostinata espone qualsiasi soggetto agli effetti collaterali che possono derivarne.


Per traumi familiari ho problemi di insonnia. Il farmacista mi ha suggerito di prendere Ignatia amara 30 ch 3 volte al giorno a partire dal primo pomeriggio, e Arsenicum 30 ch una volta al dì. All'occorrenza, nel caso di risvegli prolungati, una monodose di Ignatia 200 ch. Vorrei sapere se la terapia è da voi avvalorata.

La terapia che le è stata suggerita è piuttosto disordinata: utilizzare in particolare due rimedi contemporaneamente, oltre ad essere metodologicamente errato, può portarli ad antidotarsi tra di loro e quindi a ridurne notevolmente le capacità terapeutiche. Traumi familiari è un po' troppo generico per suggerirle il rimedio adatto, e inoltre sarebbe più utile, in caso, conoscere se questo trauma è insorto improvvisamente, oppure gradualmente, e se, oltre all'insonnia, le ha provocato altri disturbi concomitanti. In linea di massima, in assenza di queste ulteriori informazioni, le consiglio di assumere solo Ignatia 30 ch, due granuli mattina e sera per sette gg e, all'occorrenza, in presenza di risvegli.


Mi rivolgo a Lei per un suo parere su un rimedio spray per asma allergico: Astma Mix che ho trovato su Internet. Soffrivo in età giovanile di asma allergico alla polvere e alla forfora del gatto. Ho effettuato un ciclo di cure omeopatiche con buoni risultati, tanto che, per svariati anni non ho avuto più problemi. A distanza di circa vent'anni, però, quando avviene il cambio di stagione o se accumulo freddo o umidità, mi ritrovo a respirare male con sintomi di asma e sibilo di notte, anche per diversi giorni consecutivi e, come cosa immediata, ricorro allo spray Ventolin. Vorrei avere a portata di mano uno spray con rimedi omeopatici per sostituire il Ventolin: può andare bene l'Astma Mix oppure, in alternativa, può darmi nominativi di spray analoghi da acquistare?

Non utilizzo professionalmente lo spray cui lei fa riferimento e per il quale le fornisco alcune precisazioni, proprio perché non è mia prassi usare, e quindi conoscere, spray con simili azioni. Il fatto che uno spray, poi, contenga sostanze naturali o anche rimedi omeopatici tra loro miscelati, non ne modifica il tipo di azione rispetto agli altri spray tradizionali, nel senso che sarà ugualmente rivolto a sopprimere il sintomo o semplicemente a lenirlo, senza per questo curarlo alla radice. La soppressione di un sintomo consiste nel suo approfondimento, cioè nello spostare un sintomo o disturbo da un livello superficiale ad uno più profondo, cosa a cui un organismo ancora in buona salute, reagisce generalmente, con il ritorno precoce del sintomo soppresso. Questo però implica che nel tempo una sintomatologia anche banale può approfondirsi, in parte per minor efficacia nelle capacità di difesa, e in parte proprio per errori reiterati della cura, e così determinare il peggioramento degli stessi a partire da una certa loro poca significatività. Dunque il consiglio che le do, è cercare di non sottovalutare il sintomo di cui lei soffre, non rivolgersi costantemente e solo a cure palliative - e comunque sempre allopatiche - e curarlo, invece, attraverso un approccio omeopatico professionale come espressione di una sua reattività esagerata, che certamente coinvolgerà altri organi e apparati del suo organismo.


Sto curando un bambino di quasi 1 anno affetto da dermatite atopica con la seguente cura omeopatica: PSORINO HEEL N, ARNICA COMP. HEEL e SULFUR HEEL. Vorrei sapere se è normale che dopo 10 giorni di cure la sintomatologia anziché migliorare si è aggravata. Lo sfogo è aumentato così come il prurito. Entro quanto tempo in genere la cura fa effetto?

Non so chi le abbia somministrato la cura, ma certo non può dirsi una cura omeopatica in senso stretto, perché fa uso di miscele di rimedi peraltro in generale appartenenti a fasi diverse dell'evoluzione patologica dell'organismo umano. Proprio per questo motivo è difficile valutare se l'aggravamento descritto è terapeutico, e quindi destinato ad associarsi ad un progressivo miglioramento dei disturbi in un lasso di tempo, tuttavia, non prevedibile, oppure è iatrogeno, e quindi espressione di un peggioramento marcato dei sintomi senza nessuna tendenza alla loro risoluzione, e legato essenzialmente ad un errore prescrittivo. Il consiglio che le do, dunque, per una valutazione scientifica del quadro, è affidare il bambino ad un'omeopata unicista, che saprà prescrivere il rimedio adatto, e seguire l'evoluzione del quadro clinico in base a semplice regole, che attestano se l'organismo sta effettivamente guarendo o meno.


Da alcuni anni soffro di tiroidite di Hashimoto e ipotiroidismo subclinico, scoperti dopo mesi di controlli e visite dovute a febbre ricorrente, dolori muscolari e infezioni genitali. Non essendo soddisfatta della terapia con Eutirox 50 mg ho deciso di provare con l'omeopatia. Attualmente sto assumendo Natrum Muriaticum 30 CH, Spongia Tosta 30 CH, entrambi 3 granuli al giorno, e una fiala al giorno di Eutiroidinum 1, riducendo al contempo la dose di ormone tiroideo. Ma dopo due settimane di terapia sono ricominciati i dolori muscolari, articolari e la febbre, per questo il mio omeopata mi ha consigliato Calcarea Phosphorica 30 CH e Ignatia Amara 30CH, da assumere 3 granuli al giorno, insieme a Tuberculinum 200 CH monodose. Nonostante ciò i sintomi persistono.

La prescrizione omeopatica che le è stata fatta è poco in sintonia con quella dottrina che permette il pieno rispetto della complessità psicofisica dell'individuo e quindi si adatta al meglio al singolo caso da curare, stimolandone in maniera naturale il progressivo ritorno a migliori condizioni di salute. Una simile dottrina, che permette di ottimizzare al massimo i risultati delle cure omeopatiche, comporta la prescrizione di un solo rimedio alla volta, e non di più rimedi alternati che, in alcuni casi, possono addirittura entrare in conflitto tra di loro. E' molto probabile che alcuni sintomi che lei avverte siano la conseguenza del malfunzionamento della sua ghiandola, ma è anche certo che la terapia omeopatica che sta seguendo molto difficilmente sarà in grado di migliorare il quadro complessivo del suo organismo.


Mio figlio di 10 anni, ha assunto per 2 mesi, calcarea carbonica 30 ch, 5 granuli al giorno. La domanda che vorrei porle è questa: siccome circa un mese ho notato una modesta crescita di peluria nella zona pubica, potrebbe essere causata dall'assunzione della calcarea?

Qualsiasi cura omeopatica, se ben fatta, non deve provocare effetti iatrogeni secondari alla sua somministrazione, e provoca questi solo per un errore nella scelta del rimedio, della sua potenza o della sua modalità di somministrazione. A questo proposito va precisato che la ripetizione troppo frequente di una stessa diluizione del rimedio prescelto, come nel caso di suo figlio, può determinare una sperimentazione del potere patogeno di quella sostanza nei confronti dell'essere umano. Il termine omeopatia, infatti, sta a significare proprio questo, e cioè che quella sostanza è utilizzata sul criterio di massima similitudine proprio tra questo potere patogeno e i sintomi presentati dai malati. Perché risulti terapeutico, tuttavia, non appena si constata un miglioramento dei sintomi, la sua somministrazione va discontinuata, proprio per evitare effetti secondari e sgradevoli dovuti o ad una sua troppo frequente e prolungata somministrazione.


Da tempo soffro di pirosi da gastrite - credo da stress nervoso causato dai ritmi di lavoro e da una situazione familiare complicata, ma in parte ritengo anche costituzionale. Da circa due mesi, si è presentato anche il cosiddetto reflusso gastro - esofageo con irritazione della gola ed occasionali colpi di tosse con poco catarro - io la definirei più secca che grassa. Attualmente ho preso ad assumere Nux Vomica Heel cpr. Vorrei da Lei sapere se la terapia e inoltre, avendomi il medico di base prescritto i soliti farmaci - Maalox e quello specifico per gastrite e reflusso – posso assumerli contemporaneamente e per quanto tempo seguire eventualmente sia la terapia tradizionale e sia quella, da me più gradita, omeopatica?

Il rimedio che lei sta assumendo, Nux vomica heel, è un complesso omeopatico, che personalmente non utilizzo in quanto non rientrante tra i rimedi che possano definirsi realmente omeopatici. Si tratta, infatti, di una miscela di rimedi unitari, dei quali però, una volta mescolati, non si conosce il reale potere patogeno sull'essere umano, potere sul quale, per similitudine, i rimedi omeopatici vengono somministrati, a dosi estremamente diluite e distanziate, per guarire da stati patologici. I complessi, inoltre, vengono somministrati sul nome della malattia, e non su caratteristiche psicofisiche che differenziano soggetti affetti da una stessa patologia, non permettendo così un approccio realmente radicale ai disturbi, ma solo palliativo, ed esponendola anzi, nella ripetizione troppo frequente dello stesso rimedio, al rischio di comparsa di sgradevoli effetti collaterali. Per un approccio omeopatico incisivo che, in patologie come la sua, molto spesso non richiede assolutamente la contemporanea somministrazione di rimedi allopatici, che anzi potrebbero contrastare l'efficacia degli omeopatici, è necessario effettuare un consulto preliminare, che permetta dunque di personalizzare al massimo la cura.


Ho più di 40 anni e da un po' di tempo soffro di una fortissima sindrome premestruale che si manifesta soprattutto con insonnia (caratterizzata da un risveglio intorno alle 3/4 di mattina) e tensione una decina di giorni prima della comparsa del ciclo, ciclo che dura poi solo tre giorni con un flusso leggero. Un omeopata che ho consultato mi ha prescritto il rimedio Sepia 30 Ch che sto prendendo da quasi tre mesi. Ho notato un aumento del flusso sanguigno ma nessun miglioramento per quel che riguarda l'insonnia, secondo lei devo continuare a prenderlo per avere un risultato? Secondo il mio omeopata si.

Non so quante volte al giorno sta assumendo il rimedio prescrittole, ma non è comunque consigliabile farlo così a lungo. L'omeopatia, infatti, basa la sua metodologia sul riscontro che, sostanze della natura dotate di potere farmacologico, quando somministrate a lungo, e a dosi eccessive, sviluppano sulla persona sana sintomi che poi sono gli stessi sui quali sarà prescritta, con le dovute cautele, quando verranno riscontarti nella persona malata. La cautela sta proprio in questo, ovvero nel non ripetere eccessivamente a lungo un rimedio, che comunque se dopo tutto questo tempo non è risultato efficace o è prescritto a dosi non adeguate o francamente non è curativo al suo stato globale di patologia. La globalità indica, cioè, che ogni disturbo va considerato all'interno di un insieme di sintomi che individuano la disarmonia funzionale di tutto il suo organismo, che la predispone al continuo ritorno dei disturbi. Questo modo di operare permette di personalizzare al massimo le cure e di agire così alla radice dei disturbi. Ma proprio in quanto le cure, per essere radicalmente efficaci, devono essere anche personalizzate, non è possibile indicarle un rimedio generico teso alla sola risoluzione (palliazione) del disturbo locale.


Ho circa 30 anni e da un po' di tempo soffro di alcuni disturbi che con la medicina tradizionale non sono riuscito a curare: nessun desiderio sessuale e conseguente impotenza, inappetenza totale, scarso livello di concentrazione e attenzione, incapacità a divertirmi, a provare emozioni forti e sentimenti, insomma una sorta di spegnimento psico-fisico. Sono stato da uno psichiatra omeopata e mi ha prescritto il Bufo Rana da prendere una volta giorno in 5 gocce, però, visti i miei precedenti fallimenti, non sono fiducioso neanche sull'omeopatia. Vorrei sapere se ritiene che questa cura sia indicata per me e se vale la pena di provarla o se invece esistono altri rimedi, omeopatici e non, che possano aiutarmi a ritrovare il mio equilibrio originario.

L'omeopatia è sicura ed efficace quando ben somministrata e rispettata nelle sue modalità di cura dai pazienti. Segua pertanto i consigli che le ha dato il collega e, in caso di fallimento, sarà semplicemente necessario cambiare il rimedio, dal momento che l'efficacia dell'omeopatia dipende dalla capacità di individualizzare al massimo le cure, cosa che può richiedere inizialmente qualche aggiustamento della terapia in attesa di trovare il rimedio a lei più adatto e certamente curativo.


Mio figlio, di 4 anni circa, due anni fa ha fatto una cura omeopatica di terreno con Sulfur e Lycopodium. In quell'anno il bimbo non ha preso più febbri, e i vari raffreddori non sono evoluti nelle solite bronchiti. Il secondo anno niente sulfur e lycopodium ma solo prodotti con annas barbarie, omeogriphi e degrippal, gocce di echinacea e Homeos 42: si è ammalato solo 2 volte con influenze risolte con antibiotici per complicanze ai polmoni. Quest'anno, dopo 2 anni di asilo, speravamo che il bimbo resistesse di più ai raffreddori mentre è già 2 volte che prende la febbre dovuta ad una degenerazione del raffreddore con mal di gola e l'ultima volta anche con placche e tosse. La cura di quest'anno prevede una dose di oscillococcinum ad ogni metà settimana. Capisco che questa non è una vera cura omeopatica unicista, ma cosa ne pensa lei di questo tipo di cure? Basterebbe solo la cura di terreno per affrontare l'inverno?

Effettivamente non si capisce come mai sia passata da cure di terreno, semplici ed efficaci, a queste cure con prodotti omeopatici solo nel nome, e peraltro piuttosto intricate nella loro combinazione. Cosa differenzia questi due approcci: la cura di terreno rinforza l'organismo nella sua globalità, permettendo ai piccoli di crescere in maniera armonica e di fortificare il sistema immunitario contestualmente alle altre sue funzioni. La cura con i prodotti a base di estratti organici mira semplicemente a stimolare una funzione sola, quella immunitaria, creando così un disarmonico sviluppo organico che va a scapito di altre funzioni, e così indebolisce l'organismo su altri aspetti ugualmente importanti. Queste cure, generalmente, sono preferite a quelle di terreno - e mi permetto di dirlo perché nel suo caso non sembra così - unicamente perché di più semplice reperimento, e soprattutto senza dover passare per la prescrizione di un bravo omeopata unicista, molte volte, considerando il risparmio sulla visita un vantaggio, che a lungo termine però, è pagato con un approccio innaturale e confusionario a disturbi e malattie solo apparentemente banali, come un raffreddore o un'influenza che ritornano con frequenza.


Sono una ragazza di circa 30 anni, e da un po' di tempo soffro a causa di un'ernia iatale da scivolamento e reflusso gastroesofageo. Dato che sono allergica a molti farmaci utilizzabili per ill mio problema, mi hanno consigliato di prendere come rimedio omeopatico Homeos 14: vorrei un suo parere in proposito

Il prodotto cui fa riferimento nella sua è un complesso omeopatico, cioè una miscela di rimedi unitari, che dovrebbero avere indicazioni ed efficacia simile nel curare la patologia di cui lei soffre. In realtà si tratta di un prodotto ben lontano dall'omeopatia tradizionale, in cui la prescrizione non viene fatta esclusivamente sul nome della malattia, ma su un insieme di sintomi che individualizzano il suo disturbo e permettono quindi di agire terapeuticamente alla radice dello stesso: questo approccio è l'unico che possa garantire risultati al tempo stesso benefici e duraturi, e non semplicemente palliativi, come nel caso dei complessi che, dovendosi proprio per questo ripetere a lungo termine, possono a loro volta associarsi all'insorgenza di sgradevoli effetti collaterali.


Sono insegnante.. Ho eseguito una laringoscopia e mi hanno trovato le corde vocali sottili e molto ravvicinate con un piccolo nodulo. Esistono rimedi omeopatici per il mio caso?

La sua particolare professione la espone senza dubbio ad una patologia professionale, che come la gran parte delle patologie a tendenza cronica-degenerativa, presenta fasi di riacutizzazione in corrispondenza di sforzi eccessivi e/o continuativi e di variazioni climatiche, su una base però cronica di infiammazione, che già si è organizzata nella formazione di un nodulo delle corde vocali. Dal punto di vista omeopatico, si possono fornire suggerimenti di rimedi sintomatici per gli episodi acuti, ma per modificare il destino della malattia, è sempre necessario sottoporsi ad una cura globale, che agisca proprio sulla reattività e l'evolutività della sua patologia. Per i rimedi da utilizzare in caso di riacutizzazioni, consiglio argentum metallicum per sforzi eccessivi, causticum se l'abbassamento di voce peggiora con il tempo secco, dulcamara se insorge con il tempo umido e aconitum se insorge per esposizione al freddo secc. I rimedi vanno assunti in granuli sub-linguali alla 15 ch, due ogni due ore, diradando al miglioramento.


Può dirmi qualcosa di più specifico sul rimedio TUBERCOLINUM AVIAIRE? Per quale problema viene generalmente prescritto? Va bene per i bambini?

Trattasi di un rimedio, utilizzato sicuramente in soggetti anche di età infantile, che interviene in fasi di particolare ostinatezza dei processi patologici, e particolarmente di quelli delle vie aeree, fasi in cui un rimedio di terreno, come silicea ad esempio, che lei ha citato in una precedente sua, non è in grado di modificare in meglio, anche se correttamente indicato al caso.


Vorrei se possibile avere un suo parere: mi è stato prescritto questo medicinale omeopatico TUBERCOLINUM AVIAIRE per la mia bambina, affetta da forte ipoacusia bilaterale, catarro dietro al naso e catarro nel tubo timpanico, ma sono un po' spaventata da quello che ho letto su questo rimedio, che forse può aggravare i sintomi. Può dirmi qualcosa in proposito?

Tutti i rimedi omeopatici possono dare due tipi di aggravamento: uno terapeutico, che in genere è seguito da progressivo e benefico miglioramento di tutti i sintomi, e uno iatrogeno, che si verifica quando si ripete troppo spesso e a lungo uno stesso rimedio, oppure quando provoca una modificazione dei sintomi in un ordine inverso a quello previsto, invece, della legge di guarigione. Purtroppo non è sempre possibile, almeno inizialmente, prevedere una reazione di aggravamento, ma se il rimedio è sicuramente ben scelto, e correttamente somministrato, l'unico aggravamento da attendersi è quello terapeutico, che poi è sempre da considerare benefico.


Le chiedo consigli riguardo al rimedio Argentum Nitricum. Personalmente sono stato inquadrato già a suo tempo da un medico omeopata con questo rimedio: cambia molto fra l'uso dello stesso alla 30 CH oppure alla 15 CH?

In linea di massima, le differenze tra le due diluizioni riguardano più che altro la profondità e la durata d'azione del rimedio, più breve nel caso della 15 CH rispetto alla 30. Per cui: se ha una patologia prevalentemente fisica, le consiglio la diluizione alla 15 CH, che però dovrà ripetere con maggiore frequenza, se sono presenti invece anche sintomi mentali è meglio la 30, ripetuta però con minor frequenza.


Prossimamente mi recherò a Zanzibar per un soggiorno mare, in un villaggio, di una settimana. Per un periodo così breve la profilassi antimalarica con i farmaci non è strettamente necessaria, ma suggeriscono quella comportamentale. A questa mi piacerebbe aggiungere un sostegno omeopatico per maggiormente proteggermi dal contrarre la malaria. Ho letto del LEDUM PALUSTRE, o di altre cose, ma vorrei un parere esperto.

Il rimedio cui fa riferimento nella sua è utilizzato soprattutto per la prevenzione delle punture d'insetto e nel caso effettivamente si venisse punti, mentre come rimedio di profilassi della Malaria, in omeopatia si è soliti assumere Arsenicum Album alla 5 CH, due granuli tutte le sere da far sciogliere sotto la lingua ad una certa distanza dai pasti, almeno trenta minuti, dal giorno precedente la partenza a quello successivo al rientro. In presenza di un inizio di sintomatologia può comunque intensificare l'assunzione del rimedio, anche ogni tre ore fino a miglioramento, senza comunque escludere una visita di controllo anche sul posto ed, eventualmente, il ricorso ai farmaci tradizionali qualora i sintomi, anche dopo l'assunzione del rimedio, non avessero alcuna tendenza a scomparire o, all'opposto, tendessero addirittura ad intensificarsi. Per le norme comportamentali valgono quelle solite: vestire con abiti lunghi e di colore chiaro, e fare attenzione all'uso di zanzariere negli ambienti che si frequentano.


Le vorrei porre una domanda per me basilare: da una parte, nella stragrande maggioranza dei Corsi di Laurea si insegna a diffidare della Medicina Omeopatica poichè non si basa su una logica scientifica; dall'altra alcuni medici, anche non ufficialmente "omeopati", consigliano e prescrivono terapie omeopatiche. Al di là di tutto questo: ESISTONO STUDI SCIENTIFICI SERI di tipo Caso-Controllo che dimostrano un'efficacia statisticamente significativa della medicina omeopatica rispetto al "placebo"? Se esistono perchè, come nel suo sito, non vengono presentati (almeno gli Abstracts) quando si parla di omeopatia?

Se è vero che nel mio sito non esistono abstracts relativi a studi scientifici sull'omeopatia, è pur vero che, scorrendo la sezione dei link, troverà sicuramente siti che forse nascono con intenti diverso dal mio, in cui sono riportati se non altro alcuni degli studi più importanti finora effettuati sulla materia. Per quanto riguarda comunque l'esistenza o meno di studi realmente validi, posso essere d'accordo con lei che, in tal senso, l'omeopatia appare un po' fragile, ma il vero problema non dipende dal fatto che essa vorrebbe sottrarsi ad una dimostrazione di validità ed efficacia, quanto piuttosto dalla poca concordanza di opinioni tra gli stessi omeopati. In realtà molti tra questi sono ancora ben lontani dalla completa comprensione della metodica, e molto spesso esercitano l'omeopatia con criteri allopatici i cui risultati finiscono per contravvenire i reali intenti della metodica. Hahnemann, prevedendo tutto questo, aveva condotto i suoi studi in modo da standardizzare al massimo la metodologia affinchè potesse essere sempre riproducibile, e i suoi risultati verificabili alla luce delle osservazioni fatte. Nella mia attività di docente mi sforzo sempre di trasmettere ai discenti la necessità di rimanere fedeli alla metodologia hahnnemaniana, senza cadere in libere interpretazioni che, come lei ben capisce, se fossero applicate a studi che volessero essere scientifici, finirebbero per apportare confusione piuttosto che chiarezza. Purtroppo, però, chi spesso è in grado di portare avanti gli studi ne ha i mezzi economici ma non le competenze, e così, a mio modestissimo parere, l'omeopatia non riesce ad essere opportunamente testata così come meriterebbe e come effettivamente sarebbe volontà di chi la applica quotidianamente con pregevoli risultati. Mi permetta comunque di fare un'ulteriore osservazione: l'onestà, la sensibilità e il sentimento compassionevole di qualsivoglia medico dovranno sempre venire prima di qualsiasi studio scientifico che, caso mai, avrebbe sempre e solo il compito di confermare intuizioni e teorie le quali, solo con le doti appena descritte, sono poi realmente in grado di tradursi in un reale beneficio per chi soffre.


Fin da piccolo ho praticato tantissimo sport. Allenandomi parecchio ho iniziato ad avvertire, circa due anni fa, un dolore al pube. Mi è stato detto che avevo la pubalgia. Da quel momento sono entrato in un tunnel nel quale non vedo ancora la luce. Ho fatto svariate terapie (laser, onde d'urto, iniezioni sottocutanee, antinfiammatori, cortisone, ecc) ma la conclusione a tutto ciò è che continuo ad avere "i soliti" dolori. Poco tempo fa, parlando con un mio amico, mi ha parlato delle cure omeopatiche... mi può dare qualche consiglio?

In presenza di un disturbo a carattere cronico-recidivante, come quello di cui lei soffre, è sempre necessario indagare approfonditamente sulle cause reali che generano i sintomi da cui lei è affetto, attraverso un'accurata visita omeopatica. Nell'attesa, comunque, può provare ad assumere Rhus Toxicodendron in granuli alla cinque Ch: due granuli sotto la lingua, ogni tre ore, per alcuni giorni (non più di cinque).



Soffro molto spesso di mal di gola, mi basta un po' d'aria per avere le placche bianche, non posso stare con l'aria condizionata, non posso urlare, cantare...ed il male mi viene ogni 7-15 giorni e devo fare sempre cure antibiotiche... mi può consigliare qualcosa di diverso per favore?

Gentile sig.ra, la tendenza degli episodi di mal di gola a ripresentarsi puntualmente, indica che esiste una suscettibilità del suo organismo ai principali agenti infettanti responsabili di questo tipo di patologie. La cura antibiotica non fa che debellare l'infezione, ma, non essendo in grado di risolvere lo stato di suscettibilità che ne favorisce il ripetersi, non è in grado di prevenire il ritorno dei sintomi. Viceversa la terapia omeopatica, proprio perché diretta a potenziare i suoi naturali poteri di difesa, è in grado non solo di curarla ma anche di prevenire il ripetersi degli episodi. Nei casi acuti può comunque assumere Phytolacca Decandra alla 15 CH in presenza di solo dolore alla deglutizione, e Mercurius Solubilis 15 CH se compaiono “placche”. In entrambi i casi assuma il rimedio in numero di due granuli ogni due ore per i primi due giorni, e ogni 4 in terza giornata (i granuli vanno lasciati sciogliere sotto la lingua). Per la prevenzione del ripetersi degli episodi, invece, è necessario effettuare una visita.


Mia madre ha il Neuroma di Morton al piede destro: ha eseguito un po' di infiltrazioni, ma la situazione non è migliorata. Penso che presto deciderà di operarsi per togliere il neuroma , ma nel frattempo voleva sapere se esistono delle medicine / creme omeopatiche che possano alleviare il dolore.
 

Provi a farle assumere per alcuni giorni Hypericum perfoliatum 15 CH: due granuli sotto la lingua, ogni tre- cinque ore, fino a miglioramento dei sintomi.


Ho due spine calcaneari e mi domandavo se le cure omeopatiche riescono a risolverle, e, se sì, in che modo.

L'omeopatia non può risolvere completamente il problema, ma sicuramente attenuare i disturbi conseguenti alla presenza delle spine calcaneari, per le quali si consiglia comunque di prendere in considerazione l'utilizzo di opportuni plantari. In presenza di dolorabilità della regione plantare, può trovare sicuro giovamento dall'utilizzazione di Arnica Montana e Rhus Toxicodendron: può utilizzarli separatamente, assumendo due granuli alla 5 CH di uno dei due rimedi, da far sciogliere sotto la lingua ogni tre ore per almeno tre-quattro giorni, oppure può assumerli in alternanza, e sempre alla 5 CH, ogni due ore per tre-quattro gg. Sulla pianta del piede può applicare della calendula pomata, tutte le sere prima di coricarsi, fino a miglioramento dei sintomi.


Soffro da anni di coliche intestinali, dopo una svariata serie di accertamenti (clisma opaco, colonscopia, ecc) si è evidenziato una conformazione particolare dell'intestino. Ho un dolicocolon con una flessura splenica al fianco sinistro. Assumo un blando lassativo a base di prugne e manna quotidianamente, probiotici e capsule per assorbire l'aria. La dottoressa mi ha aggiunto: 30 gocce di LEPTANDRA+ 30 di NUX VOMICA + 30 di SOLIDAGO al dì in mezzo litro di acqua., se poi dovessi avere delle coliche una fiala di CUPRUM. Beh, da quando prendo questi prodotti sto più male di prima. Tengo a precisare che prendo una capsula al dì di iperico con valeriana e passiflora.Siccome i prodotti omeopatici non sono poi a buon mercato vorrei che almeno non peggiorassero il mio problema.

La terapia che lei riporta è un confusionario miscuglio tra omeopatia e fitoterapia, che probabilmente nasce da una cattiva comprensione della metodologia omeopatica e della sua corretta applicazione pratica. A questo proposito, le ricordo che l'omeopatia si differenzia dalla fitoterapia perché oltre a sostanze del regno della natura, utilizza anche minerali e sostanze di derivazione animale; tutte sono sottoposte ad un particolare processo di diluizione e scuotimento, finalizzato ad attenuarne i possibili effetti dannosi sul nostro organismo e potenziarne, all'opposto, le virtù curative. I rimedi omeopatici si prescrivono sul criterio di similitudine tra i sintomi riscontrati nella persona affetta da malattia e quelli che lo stesso rimedio, somministrato ripetutamente, ha provocato nella persona sana. Perché la loro azione sia veramente terapeutica è necessario, però, che essi non siano somministrati sul nome della malattia ma sulle caratteristiche psicofisiche che differenziano i pazienti affetti da una stessa patologia e, cosa ancora più importante, siano somministrati uno alla volta ed in successione, mai tutti contemporaneamente, nel rispetto della visione unitaria, od olistica, dell'essere umano. C'è inoltre da precisare che cure così somministrate non risultano mai particolarmente costose.


Soffro da qualche mese di dolori vari in sede addominale, rumori intestinali e vado un po' più spesso in bagno. Il mio medico mi ha diagnosticato una colite spastica, ma allattando non mi ha dato cose pesanti da assumere, solo pastiglie per l'aria. Mi potrebbe consigliare lei qualcosa di omeopatico?

Provi ad assumere Nux Vomica 5 CH, due granuli ogni tre ore, da far sciogliere sotto la lingua, ad una certa distanza da eventuali pasti, per almeno cinque giorni di cura. I disturbi dovrebbero ridursi d'intensità, anche se avranno comunque la tendenza, dopo un certo periodo, a ripresentarsi, dal momento che in casi come il suo, in cui i disturbi si mantengono da un certo periodo di tempo, a significare che il suo organismo non riesce spontaneamente a pervenire ad un guarigione soddisfacente, è necessario ricercare, attraverso una visita accurata, quando e perché essi sono insorti, e se mai possano rappresentare un trasferimento sul fisico di tensioni emotive recentemente originatesi. Infatti, solo la ricerca e l'eliminazione delle cause e delle motivazioni più profonde dei suoi sintomi, le permetteranno di risolvere definitivamente i suoi fastidi. L'allattamento, infine, contrariamente a quanto avviene con le medicine tradizionali, non rappresenta alcuna controindicazione all'assunzione di rimedi omeopatici, di cui pertanto può usufruire serenamente, data la loro azione dolce e priva di tossicità per l'organismo umano, sempre a patto, però, che in periodi comunque delicati come il suo, essi siano sempre assunti dietro opportuna prescrizione medica.


Soffro di pubalgia dalla gravidanza del mio secondo figlio,e quando sforzo la parte, praticando ginnastica o esercizi con le gambe, il dolore notturno è tale da non farmi riposare, e si irradia fino al gluteo con una sensazione di bruciore che sembra arrivi dall'interno. Se faccio degli esercizi massimali per gli addominali bassi, il dolore mi prende come se avessi stirato gli addominali del lato dove soffro di pubalgia. Oltre al riposo, mi può consigliare un rimedio omeopatico?

In tutti i casi a carattere cronico-recidivante, per ottenere risultati pienamente soddisfacenti, in omeopatia, è necessario effettuare una visita preliminare. A solo scopo palliativo, e quando il disturbo si manifesta in seguito a sforzi del tipo di quelli citati nella sua, potrà assumere Rhus tox e Arnica alla 15 ch: due granuli da far sciogliere sotto la lingua, alternando i due rimedi ogni due ore, per almeno tre-quattro giorni consecutivi.


Ho un bimbo di 1 mese che sto allattando in parte al seno in parte con latte artificiale, in quanto non ho mai avuto la montata lattea e il mio latte non è sufficiente per lui. Non voglio arrendermi, ben sapendo quanto è importante il latte materno, e vi chiedo che rimedi ci possono essere per far aumentare il mio latte. Ho provato per 1 mese con il RICINUS COMMUNIS 3 granuli sotto la lingua per 3/4 volte al giorno, ma non ho avuto risultati. Ho sentito molto parlare della PROLATTINA D30 in gocce della Guna: quali sono le dosi da prendere? Cosa mi consiglia?

Non utilizzo professionalmente prolattina D30 della Guna, mentre può provare, in alternativa al Ricinus, Agnus Castus 5 ch: due granuli ogni tre ore per tre giorni, poi ogni 5 in quarta giornata e poi tre volte al dì per altri 5-7 gg.


Ho un dolore al ginocchio destro che aumenta con il freddo e stando fermo, mentre migliora con il caldo, (sotto le coperte) e con il movimento quando l'articolazione si riscalda. Inoltre tale ginocchio scricchiola (ma senza dolore) quando, sollevando la gamba, muovo avanti e dietro l'articolazione. Ho provato altre cure tradizionali senza successo, vorrei mi indicasse qualche rimedio omeopatico.

Provi ad assumere il seguente rimedio: Rhus toxicodendron 15 ch: due granuli da far sciogliere sotto la lingua ogni tre ore per due giorni, ogni cinque il terzo giorno e tre volte al dì, a completare il periodo complessivo di 7 gg. Attenuerà sicuramente i sintomi, ma non sarà in grado di arrestare la tendenza cronico-degenerativa della patologia di base. Per questo aspetto le consiglio quanto prima di sottoporsi a visita omeopatica.


A seguito di una visita per disturbi della digestione, il medico mi ha prescritto Natrum Phosphoricum 30CH 3 granuli per tre/die, poi iniziare con Lycopodium 200CH 3 granuli per 4 volte /die, alternandolo con Carcinosinum 200CH sempre 3 granuli per 4 volte /die, da ripetere ogni 2 settimane. Nel frattempo assumere anche Natrum Phosphoricum 6DH 2 granuli mattino e sera per 2 mesi. Il Natrum Phosphoricum 30CH l'ho terminato. Ho assunto il Lycopodium, prossimamente dovrei assumere Carcinosinum, ma questo nome, comprese le spiegazioni trovate, non mi piace molto. So che non ha niente a che fare con il carcinoma, però ho trovato su di un sito che ne esistono 2 tipi: una composizione è fatta con una miscela di sostanze cancerogene provenienti da diversi organi, l'altra con carcinoma mammario. Non credo di avere queste cose, e allora, perché si chiama così? Mi dia una spiegazione per favore. Non vorrei che assumendo questo prodotto mi venga fuori veramente il tumore.

La sostanza a cui si riferisce nella sua, CARCINOSINUM, è un nosode, ovverosia un prodotto patologico di derivazione animale o vegetale, trattato però alla maniera omeopatica, ovverosia diluito e scosso numerose volte, al fine di attenuarne il potere tossicologico sull'uomo, e sfruttarne esclusivamente quello terapeutico, di stimolo, delle capacità di difesa dell'organismo umano. Tutti i nosodi, se ben utilizzati, non espongono a pericolo la persona che li assume, e risultano particolarmente utili nel modificare quadri patologici complessi e resistenti e, nel caso di carcinosinum, condizioni precancerogene opportunamente riscontrate durante la visita. Tuttavia appare piuttosto discutibile la sequenzialità dei rimedi suggeriti dal collega, che poco hanno a che vedere con carcinosinum.


Mia figlia, a seguito di un dimagramento causato da una dieta, soffre di amenorrea da due mesi. Finora il medico di base ha ritenuto opportuno farle innanzitutto le analisi del sangue, che sono tutte fortunatamente a posto. Fermo restando che a questo punto dovrà sottoporsi anche ai dosaggi ormonali, volevo sapere se, in attesa di questi e di ulteriori specifiche, posso somministrarle la Pulsatilla ed in quale concentrazione e dosi. Infatti, l'omeopata che la seguiva da piccola le somministrava Pulsatilla come farmaco di fondo ed inoltre ho letto che può essere d'aiuto in caso di amenorrea. C'è qualche prodotto più efficace, in simili casi, oltre alla Pulsatilla.

Pulsatilla effettivamente è il rimedio omeopatico più indicato nei casi di ritardata comparsa del menarca (la prima mestruazione), tuttavia dalla sua si evince che l' amenorrea è stata secondaria ad un forte dimagrimento: dobbiamo pertanto supporre che le condizioni di sua figlia, rispetto a quando assumeva pulsatilla, sono sicuramente cambiate, e per questo motivo, dopo aver effettuato tutte le ricerche mediche utili nei casi come questo, le consiglio di sottoporla ad una nuova visita, che saprà identificare i cambiamenti intercorsi, e permetterà così di individuare il rimedio più adatto a questa fase.


Sto seguendo una cura omeopatica per curare gli attacchi di panico. La mia dott.ssa (generica, non un'omeopata) mi ha prescritto Aconitum Napellus in granuli da 30CH da sciogliere sotto la lingua la mattina e nei momenti in cui l'attacco si manifestasse in maniera più acuta. Sinceramente li ho assunti solo la mattina e devo dire che ho riscontrato un certo beneficio a distanza di due mesi. La cura mi è stata prescritta per due mesi ma io ho deciso di continuarla perché sinceramente non mi sento ancora guarita del tutto, sento ancora un senso di ansia nelle file al supermercato o quando mi trovo in un ambiente affollato. Anzi ultimamente avverto una sorta di affaticamento nel respiro, come di "fiato mozzato", che sicuramente dipende dallo stato di agitazione. Volevo sapere se ritiene che sia più idoneo continuare la cura ancora per un pò (anche perchè so che l'omeopatia agisce più lentamente della cura farmacologica) e se questa cura può portare dipendenza. Inoltre sempre la dott.ssa mi aveva prescritto anche Ignatia Amara, in globuli da 200CH, ma non l'ho assunta perché non so che effetto possa avere assieme all'Aconitum. Un'ultima domanda: mi sembra che da quando ho iniziato la cura con l'Aconitum, il mio atteggiamento nei confronti delle cose sia cambiato, mi spiego meglio: sto preparando la tesi e sinceramente sono 2 mesi che mi trascino l' ultimo esame perché avverto di fondo la mancanza di voglia di studiare, e questo mi dà fastidio perché ho sempre studiato con regolarità e a ritmi molo elevati. Da quando soffro di attacchi di panico (circa 6 mesi) ho rallentato un po', purtroppo. Comunque, volevo sapere se lo stato di spossatezza e sonnolenza di questo periodo dipende dall'assunzione di Aconitum o dal cambio di stagione e, nel caso, l'assunzione di magnesio o di multivitaminici può essere in questo senso valida?

Il modo con cui le è stato prescritto Aconitum è puramente sintomatico, e difficilmente sarà in grado di ottenere un beneficio sicuro e duraturo da questa cura, anzi, proseguendo l'assunzione del rimedio così come sta facendo, rischia di fare una sperimentazione dei sintomi che è in grado di provocare nella persona sana. Pertanto le consiglio di non continuare questo tipo di assunzione, e di rivolgersi ad un omeopata esperto, che saprà sicuramente indicare il rimedio capace di agire in profondità sul suo organismo e liberarla progressivamente, e definitivamente, dai suoi disturbi.


Qualche anno fa ho avuto un incidente ed ho un'anca fratturata: negli anni successivi dovrò fare la protesi, ma nel frattempo uso toradol e contramal come anti dolorifico. Vorrei sapere se ci sono medicine omeopatiche anche per questo tipo di dolori.

Certamente che esistono rimedi omeopatici per i dolori muscoloschletrici: tra i più utilizzati a questo proposito ricordo Bryonia, per il dolore che si accentua al minimo movimento e migliora anche coricandosi sopra la parte interessata, Rhus tox, in cui il dolore invece è migliorato dal movimento continuato ed accentuato dal tempo umido, e Arnica Montana per dolore che insorge dopo sforzi eccessivi o prolungati. Può assumere uno qualsiasi dei rimedi alla 15 CH, due granuli sotto la lingua, ogni tre ore, diradando al miglioramento, e senza prolungarne l'assunzione oltre sette giorni.


Le scrivo perchè da 9 mesi ho scoperto di avere l'hpv al collo dell'utero, le lesioni sono state eliminate ad aprile con diatermocoagulazione, e fino ad ora sembra che tutto stia andando bene. Tranne per un unico condiloma esterno piatto che ho provato, sotto consiglio medico, ad eliminare con aldara, ma ritorna puntualmente, e non posso bruciarlo perché è nella zona interglutea. Ho acquistato granelli di Thuja perché leggevo su internet che sono efficaci per questo tipo di problema. Mi chiedo se ci sono controindicazione o se ho fatto bene. Mi dica lei per favore e mi dica anche come prenderla. Sono fiale da 30 ch e che io sappia dovrei prenderne una fiala alla settimana per 4 mesi.

Thuja effettivamente è uno dei rimedi che può essere utilizzato in casi come il suo, ma dovrebbe essere sempre prescritto dopo una visita accurata, che ne confermi l'effettiva necessità. L'omeopatia, infatti, in tutte le affezioni croniche, non cura direttamente il sintomo, ma si occupa di ristabilire l'armonia funzionale di tutto l'organismo, che presenta sintomi o malattie proprio in conseguenza di questa alterazione globale della sua funzionalità. Quando la guarigione viene raggiunta in questa maniera possiamo essere certi che è definitiva, e che non è stata effettuata una soppressione, ovvero uno spostamento della malattia da un piano più superficiale ad uno più profondo e vitale. Pertanto nel suo caso cerchi testi che, prima ancora dell'utilizzazione di Thuya per i condilomi descrivano il rimedio nella sua efficacia globale sull'organismo, considerando, cioè, anche sintomi mentali e di altri organi e apparati. Se ci si rispecchia, allora lo provi non per quattro mesi ma per uno solo, altrimenti senta il parere di uno specialista della materia.

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