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FAQ (Frequently Asked Questions)
 - Curarsi con l'Omeopatia (disturbi vari)

 
Vorrei sapere se esiste una cura omeopatica per debellare il Virus del Papilloma. Sono stato operato di carcinoma vescicale non invasivo con cura infiltrante x 6 settimane con il BCG. A questo punto vorrei una cura di mantenimento non invasiva e mi chiedevo se mai esistesse una cura simile nel campo dell'omeopatia.

L'omeopatia considera la persona una cosa sola di mente e corpo che come tale si ammala e come tale deve sempre ritornare al suo precedente stato di salute. In altre parole, sebbene lei abbia, o abbia avuto, un'affezione localizzata ad un determinato organo o tessuto, in realtà è stato tutto l'organismo che, come conseguenza di un disordine funzionale generalizzato, ha permesso al microorganismo in questione di colonizzare la vescica e provocarvi la lesione carcinomatosa. Tutto questo preambolo per farle capire che in affezioni come la sua, la migliore cura omeopatica è sempre e solo quella diretta al riequilibrio funzionale di tutto l'organismo, che significa rinforzare naturalmente i suoi poteri complessivi di difesa, di cui quelli locali sono solo un aspetto finale e parziale. Cure di questo tipo, personalizzate dunque ad ogni individuo che soffre di un disturbo o malattia come il suo, possono realizzarsi solo attraverso uno studio approfondito a tutto l'organismo e le sue funzioni che, come ben capirà, può ottenersi solo attraverso una visita preliminare.


Ho circa venti anni, è da circa cinque anni sono affetto dal morbo di Crohn, le chiedevo se era a conoscenza di terapie omeopatiche a base di canapa.

Non so bene a cosa si riferisca, ma le dico subito che la terapia omeopatica vera non consiste nella somministrazione di un rimedio per la sola cura della malattia, ma considera quest'ultima differentemente a seconda del soggetto in cui si è manifestata, procedendo dunque a personalizzare le cure in base a costituzione, esperienze personali del passato e dell'attualità, e modalità reattive caratteristiche, in modo da giungere alla causa scatenate, ovverosia un disordine funzionale di tutto l'organismo, di cui la malattia è solo l'espressione più evidente, ma non l'unica. Queste cure hanno il pregio di agire in profondità e senza effetti collaterali, a differenza di cure solo sintomatico-palliative, che nel tempo sono gravate di effetti collaterali e perdono comunque la loro efficacia.


Da anni ormai mi è stato diagnosticato un ovaio micropolicistico. Ho preso per qualche anno la “pillola” e ovviamente le cisti sono pressoché scomparse. Ho provato a sospenderla, ma mi si è formata una cisti ovarica di 7 cm di diametro sull'ovaio sinistro, mentre quello destro è tornato ad essere micropolicistico. Il mio ginecologo mi ha detto che, se la cisti non si riassorbe da sola, o non si rompe da sola, dovrà operarmi. Vorrei capire se con l'omeopatia potrei provare a far riassorbire la cisti, e se sì qual è il rimedio specifico.

L'omeopatia non cura direttamente un organo o una funzione malata, ma cura questa come aspetto più evidente di un'alterazione funzionale di tutto l'organismo. L'ovaio micropolicistico è una patologia complessa che coinvolge il delicato asse ipotalamo-ipofisario e ovarico, sottoposto a influenze emotive, come ambientali e adattative, che sono in grado di alterare la funzione riproduttiva che essi controllano. Il suo quadro iniziale è stato poi complicato dall'assunzione della pillola, e la cisti dell'ovaio sx è la caratteristica più evidente e saliente di questo peggioramento che, alla sospensione del farmaco, ha lasciato anche invariato il quadro iniziale, alla cui base è evidente esistere qualcosa di più complesso. Una cura omeopatica ben fatta e sicura, in simili casi, deve valutare aspetti esperenziali, emotivi e costituzionali della persona, per individuare quel rimedio in grado di curare all'origine i disturbi, iniziando proprio, però, dall'aggravamento iatrogeno che l'ha portata ad avere questa grossa cisti. Non è dunque possibile indicarle un rimedio generico al di fuori di una visita tradizionale.


Volevo sapere, per quale motivo, durante una cura omeopatica, conviene sospendere anche le tisane a scopo diuretico?

L'organismo quando si trova in condizioni di aumentata produzione di prodotti, che potenzialmente possono essere tossici ai suoi organi, reagisce in maniera tale da aumentare, per quanto gli è possibile, la sua capacità di autodisintossicazione e, laddove non riesce a superare una certa soglia, che sarebbe pericolosa per la sua salute complessiva, l'eccedenza che non riesce a smaltire, la diluisce in infiltrati locali e adiposi che rappresentano una forma vicariante di depurazione. Alterare questo meccanismo, forzando in maniera innaturale funzioni che potrebbero così venire a soffrire dell'eccessivo carico di lavoro richiesto, proprio come si fa con le tisane cui fa riferimento nella sua, significa forzare una funzione che già sta dando il suo massimo per depurare e disintossicare l'organismo. Un rimedio omeopatico ben prescritto, invece, stimola in maniera naturale l'organismo nella sua complessità, riattivando la funzione a valle, e maggiormente impegnata nel processo depurativo, come conseguenza di una ottimale attivazione di tutte le altre funzioni, che concorrono, così, in maniera nuovamente equilibrata, alla naturale disintossicazione di un organismo in buona salute.


Come posso curare omeopaticamente una ciste dermoide, onde evitare l'intervento chirurgico?

E' una domanda troppo generica per darle una risposta: dovrei sapere da quanto ne soffre, che dimensioni ha e che sintomi le provoca. In ogni caso, disturbi come il suo necessitano di un approccio globale che solo con una visita preliminare si può effettuare, perché lo scopo delle cure omeopatiche non è trattare semplicemente il sintomo locale, ma questo come alterazione funzionale e difensiva di un organismo che, quando non è più in grado di eliminare prontamente batteri e microorganismi patogeni, li ingloba in formazioni espansive come le cisti, le quali, nel suo caso, però, hanno anche un'origine genetica e dunque sono sicuramente più difficili da risolvere anche omeopaticamente; ma è sempre consigliabile un approccio iniziale omeopatico perché un intervento chirurgico produce sempre un danno nella dinamica di un organismo vivente.


Mi hanno diagnosticato il Morbo di Crohn circa 6 anni fa. L'anno scorso ho subito il primo intervento di resezione intestinale e la mia situazione non è delle migliori vista l'aggressività con la quale la malattia si manifesta nel mio caso. E' possibile che possa trovare giovamento con una cura omeopatica?

L'omeopatia è una cura che, tra le altre cose può intervenire beneficamente modificando il grado di aggressività delle malattie e quindi migliorando, nel medio-lungo periodo, la prognosi della patologia stessa. Tuttavia, essendo una cura strettamente personalizzata, che si basa sullo studio delle caratteristiche costituzionali, emotive e reattive della persona affetta da un qualsiasi disturbo, oltreché del suo vissuto ambientale e relazionale, mi è impossibile suggerirle una cura adatta al suo caso, senza essere sottoposti ad una visita preliminare.


Il mio problema è la stitichezza. Ho un dolicocolon e megacolon, inoltre ho una esofagite di primo grado. A causa dello scarso svuotamento dell'intestino, uso lassativi di erbe, ma soffro di meteorismo. La mia alimentazione credo che sia equilibrata: bevo un litro e mezzo di acqua oligominerale, mangio verdure cotte ma senza esagerare altrimenti ho problemi di flatulenza, cosi come con i legumi. Cerco di fare camminate veloci almeno 2 volte la settimana. Esistono prodotti omeopatici che sono in grado di risolvere la stitichezza e il relativo meteorismo?

L'omeopatia è una cura strettamente individuale nel senso che, partendo dal disturbo che più la fa soffrire, passa ad osservare il quadro complessivo della sua persona, per verificare aspetti del suo organismo che potrebbero sostenere il suo disturbo, e che comunque lo rendono caratteristico della sua persona, e come tale curabile in maniera il più possibilmente causale. Questo per dirle che è impossibile suggerirle un rimedio generico per la stipsi, perché, solo affrontando questa come espressione complessiva di un disordine funzionale di tutto l'organismo, si può arrivare ad una cura efficace e priva di effetti secondari e spiacevoli.


Ho più di quarant'anni e da due soffro di cicli mestruali molto abbondanti, che mi provocano anemia; in seguito ad una visita ginecologica mi hanno riscontrato ovaie policistiche che hanno portato ad un evidente e doloroso acne localizzato nella zona del mento. Il ginecologo mi ha prescritto Diane, che ha eliminato l'acne ma ha comportato, ovviamente, la comparsa di altri disturbi. Sospeso il farmaco mi ha prescritto un'altra pillola con un risultato peggiore del primo. Posso intervenire con l'omeopatia per questo problema?

Per disturbi come il suo la cura omeopatica dovrebbe essere sempre quella indicata prima di ogni altro approccio, in quanto l'asse ipotalamo-ipofisi-ovaie è talmente complesso nel suo funzionamento e, per la posizione anatomica dei primi due, influenzato da afferenze del SNC a loro volta sollecitate anche da stati emotivi, che solo un approccio globale a tutta la sua persona - intendendo in tal senso sia il soffermarsi sulla sua realtà psicofisica attuale, sia il non dimenticare, però, influenze passate e ambientali - è in grado di ristabilire progressivamente la corretta armonia funzionale di tutti quegli elementi fisiologici che concorrono alla delicata funzione riproduttiva, facendo regredire le cisti proprio come risultato di questa ritrovata armonia funzionale di tutti i componenti che in realtà partecipano alla funzione ovarica.


E' possibile e come curare l'ipertrofia dei turbinati con l'omeopatia?

L'ipertrofia dei turbinati è un disturbo spesso destinato a ripresentarsi nel tempo anche quando precedentemente trattato e apparentemente risolto. Questo fatto perché esso esprime la tendenza dell'organismo a difendersi in maniera inefficace, ovverosia esso non è più capace di eliminare prontamente ciò che gli è nocivo, e così tende ad inglobare e circoscrivere proprio ciò che non riesce più ad espellere con efficacia e rapidità. La riproposizione della patologia è dunque proprio la conseguenza di questo aspetto disfunzionale dell'organismo, che è la vera alterazione da curare, attraverso un approccio sempre costituzionale e personale, se si vuole giungere ad una guarigione progressiva e realmente soddisfacente.


Da qualche tempo lamento un generale rallentamento nei movimenti, una sorta di pigrizia relativa, conseguenza probabilmente di un pregresso incidente. Sono già state fatte delle analisi preliminari per cominciare a capire se si tratta di un problema più importante oppure no, e avrò le prime risposte solo tra un qualche tempo. La mia domanda, tuttavia, era relativa alla possibilità eventuale di affrontare il problema anche in un altro modo.

Qualsiasi problema della salute può essere affrontato con le terapie omeopatiche, che erroneamente sono prese in considerazione, nella maggior parte dei casi, solo per disturbi banali, mentre invece agiscono efficacemente anche in situazioni più importanti, ma sempre con un approccio decisamente diverso, però, che mira a rispettare l'organismo umano nella sua naturale complessità psicofisica, considerando così il disturbo locale semplicemente l'effetto di uno squilibrio generale dell'intero organismo che, nel suo caso, è probabilmente il risultato di un traumatismo più o meno recente. E proprio i casi come il suo, in cui la causa scatenate è facilmente individuabile, anche perché non lontano nel tempo, rappresentano quelli che più spesso si giovano, presto e bene, di un approccio alternativo, come quello delle cure omeopatiche.


Mia moglie è affetta da celiachia, intolleranza diagnosticata tramite analisi del sangue e gastroscopia alla considerevole età di quasi cinquant'anni. Il fatto è che la sua patologia era completamente asintomatica: è stato un puro caso. Al di là di questo, volevo sapere se è possibile curare (ovviamente con i tempi dovuti all'omeopatia) la celiachia

Se per curare intende la regressione completa della malattia, questo posso dirlo solo studiando il caso sia in relazione allo stato istologico, sia in relazione alle condizioni complessive della persona, cosa che posso desumere solo attraverso una visita preliminare. In generale più precocemente si affrontano i disturbi, e meno sono compromesse nel loro insieme le condizioni del paziente, e maggiori sono le possibilità di guarigione da qualsivoglia malattia, ma rispetto a quest'ultimo evento non so dirle con precisione, a priori, in quali tempi. Tuttavia inizialmente la dieta senza glutine dovrà ugualmente essere osservata, e solo quando le condizioni complessive della persona saranno modificate grazie all'azione dei rimedi, potremo riprovare ad introdurre i cibi contenenti la sostanza, aspettandoci che questo non comporti le alterazioni tipiche della mucosa duodenale.


Volevo avere informazioni circa la possibilità di intraprendere cure omeopatiche per dei lipomi diffusi, da cui è affetto un ragazzo di quasi trent'anni

I lipomi sono accumuli di materiale sebaceo del tessuto cutaneo e sottocutaneo, ad evoluzione benigna, ma che possono tendere, nel tempo, all'aumento di volume. La benignità di queste lesioni indica la loro tendenza alla regressione, mentre la loro presenza e la continua formazione fa parte di una particolare maniera di difendersi dell'organismo che, quando ha perso la naturale capacità di eliminare, attraverso cute e mucose, tutto ciò che di potenzialmente gli è lesivo, lo ingloba all'interno di formazioni solide, come i lipomi, le cisti, i fibromi o i papillomi, per impedire la diffusione dei disturbi. L'intervento chirurgico, in simili casi, altera il complesso sistema omeostatico dell'organismo, che così si ritroverà indebolito oltreché danneggiato; una cura omeopatica personalizzata, invece, interviene su questa tendenza di difesa dell'organismo e la fortifica, determinando dapprima un arresto della formazione e della crescita delle lesioni, e poi il loro lento e progressivo riassorbimento, lasciando intatta l'integrità dell'organismo che inoltre sarà anche rinforzato nei suoi naturali poteri di difesa.


Un paio di mesi fa ho fatto un'ecografia trans vaginale, e mi è stato diagnosticato un polipo endometriale di 9 mm. Il ginecologo mi ha detto di tenerlo sotto controllo, e che per il momento non è da operare. La scorsa settimana ho fatto un'altra visita e mi è stato consigliato di asportarlo chirurgicamente. Le premetto che sono 13 anni che prendo la pillola, consigliatami dal medico poiché ho un utero fibromatoso. Ora sono davanti ad un bivio: operare subito o aspettare? Dal momento che i polipi tendenzialmente si riformano, è possibile seguire una cura omeopatica che riduca la dimensione del polipo?

I polipi sono delle neoformazioni tendenzialmente benigne, anche se, a livello uterino a volte possono presentare anche iniziale differenziazione in senso cancerogeno, che si formano comunque come conseguenza di una particolare modalità di difesa dell'organismo che, quando non riesce più ad eliminare ciò che gli è nocivo attraverso i comuni emuntori, lo ingloba in neoformazioni come polipi, appunto, papillomi, verruche e cisti, che, per l'omeopatia sono espressione di un particolare terreno patologico della persona, certamente curabile, fino a farlo regredire a migliori capacità difensive. Inoltre la più completa reversibilità di una lesione come questa, che solo con una buona omeopatia può ottenersi, è certamente indice della sua benignità. Dunque la risposta alla sua domanda è sicuramente positiva, anche se con qualche cautela, e solo attraverso una visita omeopatica preliminare che possa identificare il rimedio più adatto al suo specifico caso e in grado di migliorare in toto le capacità difensive del suo organismo.


Ho proceduto alla rimozione di un'amalgama che avevo da molti anni, e ne dovrei togliere delle altre. L'ultima molto profonda, tolta da un po', ho paura che faccia fare al mio dente la fine di un altro che è morto da solo per via delle colle acide che han penetrato fino al nervo, uccidendolo. Tra l'altro la rimozione è stata fatta come una normalissima operazione, solo con una plastica in bocca per evitare di ingerire il metallo. Mi chiedevo allora, come faccio a smaltire i metalli da reni, fegato e tutto il resto? In tanti anni ne avrò certo accumulati in quantità.

Innanzitutto occorre ricordarle che il nostro organismo ha un sistema immunitario molto sofisticato e complesso e per questo capace di difenderla con efficienza da numerosi insulti ambientali, di natura microbiologica come chimica (comprese molte medicine che assumiamo quotidianamente). Le patologie dovute ad esposizione ad agenti ambientali tossici si manifestano in tutta la loro pienezza solo quando il nostro organismo diviene suscettibile ad esse per una rottura dell'equilibrio omeostatico che lo difende così tanto egregiamente. Una buona cura omeopatica, dunque, sarà sempre in grado di sostenere al meglio le sue capacità di difesa, e di ritardare al massimo l'insorgenza di qualsiasi patologia da esposizione a sostanze o agenti nocivi e, in caso di intossicazione organica da metalli pesanti, intervenire anche con rimedi che li contengono ma che, per la loro azione, sono naturalmente in grado di disintossicare dai loro effetti lesivi.


Ho più di 30 anni, e premetto che soffro di ansia e panico da molto tempo. Ultimamente ho fatto gli esami del sangue e purtroppo, nonostante faccia attività fisica due volte alla settimana, e cerchi di stare attento a quello che mangio, ho il colesterolo alto (totale: 240; Ldl: 178; Hdl: 46) secondo lei mi devo preoccupare? Come mai nonostante faccio attività fisica ho il colesterolo cattivo alto e quello buono basso? Come faccio per fare alzare il buono e abbassare il cattivo?

Il colesterolo elevato è uno dei fattori di rischio della malattia aterosclerotica e quindi delle affezioni cardiovascolari più in generale. Altri fattori di rischio sono l'eredità, l'avanzare dell'età, l'ipertensione arteriosa, il sovrappeso e l'obesità, il diabete, il fumo di sigaretta e l'inattività fisica. Maggiore il loro numero, maggiore il rischio di presentare un' affezione del sistema cardiovascolare in età relativamente precoce. La preoccupazione, dunque, in presenza di valori di colesterolo come i suoi, ha senso solo se sussistono altri dei fattori appena elencati. Per il resto curi l'alimentazione, prosegua a fare sport, introduca la soia e la lecitina di soia come integratore alimentare, e riveda, di tanto in tanto, i suoi valori, tenendo presente che a volte possono esservi situazioni familiari che coinvolgono i recettori cellulari dei grassi e che non riescono a farne ridurre i valori anche stando attenti a dieta e attività. L'omeopatia, ovviamente, se fatta nel rispetto della sua metodologia è un'ottima terapia di prevenzione che, in casi di familiarità per dislipidemia, non correggibile dalla sola dieta, può certamente aiutare a ritardare comunque la comparsa di disturbi e malattie.


E' possibile guarire dall'epatite b con rimedi omeopatici?

Il concetto di guarigione è in generale un concetto complesso in relazione alla complessità dell'essere umano e quindi anche delle molte variabili, genetiche, ambientali e personali, che incidono sulla persona. Innanzitutto dovrebbe dirmi se la sua epatite è di recente insorgenza oppure è cronica, se ha già seguito trattamenti convenzionali e quali. Dopodiché va detto che l'omeopatia non aggredisce il virus, come fanno i trattamenti convenzionali, ma stimola l'organismo e le sue difese affinché queste permettano di liberarsi naturalmente dall'agente responsabile dell'infezione. Tutto questo può richiedere a volte del tempo e, oltre ad una prima visita, dei controlli, sempre più distanziati, ma finalizzati ad accompagnare il suo organismo nella giusta reazione difensiva. Questo, però, anche nell'assoluta sicurezza di non presentare, nel corso di una cura ben fatta, quegli sgradevoli effetti collaterali che invece molto spesso riducono la tollerabilità, a lungo termine, delle cure tradizionali.


Volevo avere notizie sulle possibilità di trattare omeopaticamente e contemporaneamente l'asma, l'ipertensione essenziale (II grado), il reflusso gastrico da ernia iatale e un sovrappeso di circa 10 kg?

Le patologie che lei cita nella sua sono spesso correlate in uno stesso soggetto, e vi si intersecano o si complicano reciprocamente: ad esempio il sovrappeso è senza dubbio un fattore di rischio per l'ipertensione arteriosa, così come il reflusso può aggravare l'asma, provocando un rigurgito di succo acido nei bronchi; inoltre lo stesso reflusso e l'ernia jatale sono senza dubbio aggravati dal sovrappeso, che determina un aumento della pressione intradiaframmatica, e quindi si oppone al fisiologico contenimento dello sfintere che impedisce il passaggio di succhi acidi dallo stomaco in esofago. L'omeopatia, proprio per la sua tendenza a trattare l'organismo come una cosa sola, e ad identificarvi situazioni genetiche, circostanze ambientali e personali influenti e determinanti a volte più affezioni contemporaneamente, è la terapia che meglio le può trattare quando presenti in uno stesso individuo, evitando gli effetti collaterali dei farmaci spesso utilizzati in maniera oligo-sintomatica, e proprio per questo responsabili di tali effetti come conseguenza del fatto che l'approccio non rispetta la naturale complessità psicofisica della persona. Questa fa anche sì che i rimedi omeopatici vengano somministrati in successione, ma mai più di uno contemporaneamente, proprio per la necessità di trattarle la persona nel pieno rispetto della sua natura.


Circa un anno fa mi hanno diagnosticato una disfunzione della tiroide, probabilmente una tiroidite di Hashimoto: io non ho voluto, come mi hanno subito consigliato, diventare una dipendente a vita di Eutirox. Mi chiedo allora: è possibile trovare una cura omeopatica che, agendo sull'insieme della persona, curi anche l'alterazione funzionale della tiroide?

La risposta è assolutamente sì: personalmente ho avuto modo più volte di curare persone affette da tiroidite, e i risultati son stati sempre eccellenti, particolarmente se prima non avevano assunto farmaci per la tiroide, che finiscono per atrofizzare la funzionalità della ghiandola e quindi renderla più difficilmente suscitabile dai rimedi omeopatici. Viceversa quando agiamo prima di qualsiasi altro intervento terapeutico non omeopatico, riusciamo sempre a conservare il più a lungo possibile una buona efficienza della ghiandola, la cui adattabilità alle diverse richieste metaboliche condiziona la plasticità dell'intero organismo.


Vorrei sapere se con le terapie omeopatiche esiste qualche possibilità di guarire, o perlomeno migliorare, una forma piuttosto fastidiosa e sintomatica di lingua a carta geografica. Le terapie tradizionali seguite finora non hanno prodotto effetti significativi.

Ho avuto modo di visionare nella mia attività persone che avevano quasi costituzionalmente il suo stesso problema, e per le quali dunque ritengo fosse impossibile fare alcunché anche con una terapia omeopatica protratta nel tempo. Se invece il problema si instaura in una disepitelizzazione acquisita, sicuramente abbiamo molte più possibilità, omeopaticamente parlando, di riuscire a migliorare progressivamente il disagio. Importante valutare comunque tutti i possibili fattori che possono favorire la persistenza del problema, come igiene orale e dentale, utilizzo di fumo di sigaretta e altro, ricorso frequente ad antibiotici, o assunzione di sostanze che possono determinare questo tipo particolare di alterazione della lingua. Fatta dunque opportuna eliminazione di possibili fattori scatenanti o aggravanti, con una cura omeopatica cosiddetta di fondo, si può senza dubbio riportare la persona alle condizioni fisiologiche precedenti, in cui il disturbo non era presente.


Ho un bambino di quattro anni con frequenti otiti, anche adesso siamo di nuovo con la febbre. Possiamo usare un prodotto omeopatico invece del solito antibiotico?

Nei casi di disturbi cronico-recidivanti la cura omeopatica migliore, e più efficace, consiste nell'effettuare una prima visita che ci permetta di individuare gli aspetti costituzionali e quelli venutisi a determinare in questi primi anni di vita, e che rappresentano condizioni predisponesti al continuo ritorno dei sintomi nel bambino. Peraltro una cura solo sintomatica in un soggetto che abbia ricevuto finora altre terapie, senza dunque un opportuno approccio generale, è, per mia esperienza, spesso deludente, perché la reattività del bambino è gravata da fattori terapeutici tradizionali che, tra vaccinazioni e cure antibiotiche e/o cortisoniche, ne hanno sicuramente fiaccato i suoi sistemi naturali di difesa. Per questo motivo un approccio generale è quello che, nel più breve tempo possibile, e senza effetti collaterali, predispone al meglio la risposta del bambino e quindi la sua capacità di ammalarsi sempre meno, e di venirne fuori sempre più rapidamente e meglio, sfruttando, anche in acuto, l'azione di stimolo dei rimedi omeopatici, che in questo caso trovano il terreno migliore a garantire la loro risposta.


Sono affetto da poliposi nasale da diversi anni, oltretutto in adolescenza sono stato operato alle tonsille, turbinati ed adenoidi. All'età di 25 anni sono stato da un naturopata che mi ha dato una dieta da seguire e grazie a quest'ultima la mia situazione è migliorata parecchio. Nonostante tutto non regredisce al 100%. Volevo capire se con un approccio omeopatico si possono ottenere ulteriori miglioramenti.

La poliposi nasale rappresenta spesso l'evoluzione di quadri infiammatori cronici, che nel nostro organismo esitano in queste neoformazioni tutte quelle volte in cui i processi esonerativi non sono più sufficienti a garantire il miglior stato di salute. L'omeopatia è in grado progressivamente di ripristinare il miglior stato possibile di efficienza dei nostri sistemi di difesa e per questo far regredire naturalmente questo tipo di neoformazioni. E' tuttavia possibile che ci voglia un po' di tempo per ottenere un risultato definitivo, ma nel frattempo lei sperimenterà il miglioramento generale come stato di migliorato benessere psicofisico, oltre che di attenuazione comunque dei sintomi locali.


Dopo diverse analisi e varie visite mediche, dato che da più di 4 mesi, presento febbricola (da 37 a 37.6) e sintomi di stanchezza e debolezza cronica, mal di testa, sudorazione, ogni tanto dolore alle gambe, mal di stomaco, acidità e cattiva digestione, a momenti alterni, e l'unico medico che mi ha dato la risposta più chiara è stato un endocrinologo dopo un' ecografia alla tiroidi in cui ha fatto diagnosi di tiroidite causata da mononucleosi pregressa. In effetti, qualcosa era migliorato nell'ultimo mese, ma causa di stress e affaticamento lavorativo e psico-fisico, mi sono ritornati gli stessi sintomi iniziali che, comunque, in maniera alterna ho manifestato praticamente sempre per tutti questi mesi. Può essere lo strascico che mi porto dietro dopo un contagio da mononucleosi? Quale sarebbe la sua diagnosi, consiglio e possibile cura per potermi rimettere in forma?

Effettivamente la Mononucleosi è una malattia acuta con, a volte, una persistenza di sintomi generali, di malessere, che può protrarsi anche diversi mesi. Le confermo, inoltre, che la Mononucleosi può effettivamente causare anche tiroidite subacuta a risoluzione spontanea. Per il resto non posso esprimerle alcun altro giudizio, senza un esame clinico preliminare e la visualizzazione di tutte le analisi effettuate dall'insorgenza dei primi sintomi ad oggi, così come, omeopaticamente parlando, non posso fornirle alcun rimedio di massima, in quanto la cura omeopatica, per essere efficace, e priva di effetti collaterali, deve essere il più possibilmente personalizzata, aspetto questo che può ottenersi solo attraverso un colloquio protratto e particolareggiato.


Sono in menopausa e da un po' di tempo soffro di dolori muscolo-scheletrici di tipo infiammatorio: con le cure omeopatiche riuscirei a stare meglio? Gradirei mi venisse indicato anche un medico omeopata ginecologo di alto livello.

La medicina omeopatica cura la persona in tutta la sua interezza, e per questo motivo il ricorso ad uno specialista - per una condizione come la menopausa, che non può definirsi una patologia, ma può arrecare disturbi e accentuazione di sintomi già esistenti, soprattutto nelle sue fasi iniziali - non ha alcun senso. Viceversa un approccio globale alla sua persona, indipendentemente dalla specializzazione, e tipico dell'omeopatia, potrà portarle sicuri giovamenti.


Da circa 8 mesi mi è scoppiato un disturbo ossessivo con continuo ritorno di volti già visti, questo dopo uno stress da lavoro che mi ha fatto svegliare con l'immagine di un volto di una persona che conosco, e da lì ogni giorno un volto nuovo senza un motivo particolare. Mi sento come un disco rotto, ho forti stati di angoscia e tachicardia. Ho preso per due mesi gli psicofarmaci e li ho smessi, e da una settimana mi curo con l'omeopatia e prendo una fiala di oligosyn 3, un giorno sì e uno no, compensando con una fiala di gluconato di magnesio, e ogni domenica granuli di thuya, e un'altra domenica natrum muriatricum, e l'altra ancora arnica, medorhinum e argentum nitricum, per un mese, anzi 5 settimane. Vorrei sapere quando aspettarmi risultati, e quanto tempo di cura dovrei ancora fare.

Non so chi le abbia prescritto la terapia che lei cita nella sua, ma è alquanto pasticciata, e comunque non realmente omeopatica in senso stretto. L'omeopatia basa il suo presupposto, frutto di attente osservazioni, sulla prescrizione di un unico rimedio alla volta, che deve sovrapporsi, per similitudine, alle caratteristiche psicofisiche del malato, nel rispetto della visione olistica, o unitaria, della persona. Giudichi lei a questo punto se la terapia che sta facendo possa realmente definirsi omeopatica.


Sono in MENOPAUSA già da un po' di tempo: TUTTI I SINTOMI SONO SCOMPARSI, per fortuna, TRANNE LE CALDANE, CHE SONO FREQUENTI E FORTI. Esiste qualche rimedio omeopatico che possa attenuarle?

In presenza di sintomi che hanno la tendenza a ripresentarsi con frequenza, una cura omeopatica efficace, e scevra da effetti collaterali, può attuarsi solo in seguito ad una visita preliminare: attraverso questa, infatti, sarà possibile individuare gli aspetti peculiari della sua sintomatologia, così da personalizzare la cura, e agire alla radice dei suoi disturbi. Qualsiasi terapia solo sintomatica, in effetti, omeopatica o tradizionale che sia, attenuerebbe solamente i suoi disturbi, esponendola, però, alla ripetizione frequente della sostanza, con elevati rischi di indurle la comparsa di effetti collaterali iatrogeni, ovvero provocati dalla terapia stessa.


Gradirei sapere se esiste un rimedio omeopatico per l'artrosi di cui soffre mia madre alle mani: soprattutto di notte non riesce a dormire per il bruciore. Abbiamo provato con una pomata all'arnica ed una che si chiama Piantadol, ma senza successo. Esiste un rimedio efficace per questa malattia? Vorremmo evitare i farmaci, in quanto mia madre ne assume già a sufficienza, essendo anche diabetica (no insulina).

L'artrosi è una malattia cronica-degenerativa delle cartilagini articolari con fasi di riaccensione sintomatica conseguenza di traumi, sforzi eccessivi o variazioni climatiche. Nelle fasi acute della malattia è possibile intervenire con rimedi omeopatici sintomatici, che però saranno somministrati in seguito alla verifica, appunto, delle circostanze scatenanti la riacutizzazione, e delle caratteristiche individuali del dolore. Nelle fasi di quiescenza, però, attraverso una cura mirata sempre all'organismo nella sua totalità, si cercherà di individuare la cura più adatta alla specifica persona e in grado di arrestare la sua inevitabile progressione, e il continuo ritorno dei sintomi. Questo approccio personalizzato e quindi causale, per la sua complessità, richiede ovviamente una visita preliminare.


A causa di dolori diffusi alle articolazioni ho effettuato una visita dal reumatologo che mi ha diagnosticato osteoartrosi e fibromialgia. Vorrei sapere se posso curarmi con prodotti omeopatici.

L'omeopatia in tutte le affezioni ad andamento cronico o recidivante, proprio come quelle a cui fa riferimento nella sua, si dimostra particolarmente efficace e al tempo stessa priva di sconvenienti effetti collaterali. Tuttavia perché eserciti la sua azione con tale efficacia, è necessario che la cura venga personalizzata attraverso un'analisi dei disturbi che, oltre a quelli propri della sua patologia, ne consideri anche altri che ci diranno nel complesso cosa c'è che non funziona bene in tutto il suo organismo, e che la predispone ai sintomi e al continuo ritorno degli stessi. Solo al termine dunque di una visita accurata, ed estesa a tutto il suo organismo, sarà possibile somministrarle un rimedio capace di ristabilire progressivamente la migliore fisiologia del suo organismo, che come tale tornerà a difenderla nella maniera più ottimale dalle malattie.


Purtroppo 2 anni fa mi hanno diagnosticato il Morbo di Parkinson, per il quale sono in cura con dei farmaci come Azilect, Mirapexin,Sinemet. I benefici non li sto riscontrando, anche se so che questa malattia è cronica. Sono un poco rigido, ma sopratutto ho il braccio abbastanza rigido e la mano con un lievissimo tremore a riposo. Le chiedo se le sue cure alternative, possono essermi di beneficio, e soprattutto rallentare ulteriormente la malattia. Io purtroppo abito in provincia di Vicenza, ma vorrei lo stesso un suo parere, e cosa potrei fare.

La sua malattia è una malattia cronica con tendenza all'evolutività, che i farmaci cercano, in maniera più o meno efficace, di rallentare, senza peraltro avere alcuna possibilità di guarirla. La terapia omeopatica, in tutte le affezioni croniche mira a curare quella componente dell'organismo che, tanto in salute, come nella malattia, mantiene l'organismo funzionalmente efficiente, o provvede al ripristino del suo precedente stato di salute. Non sempre, omeopaticamente, si riesce a pervenire ad una guarigione soddisfacente, perché la malattia a volte è molto avanzata, altre volte ha prodotto perdita non solo funzionale di alcune parti dell'organismo, oppure non si può pervenire alla guarigione per condizioni ambientali e personali immodificabili. Pur tuttavia essa riesce sempre ad apportare sicuro giovamento ai sintomi, e a rallentare, nella maniera più naturale possibile, l'evoluzione di una malattia cronica, anche quando questa già ampiamente affermatasi nell'organismo. Le ho fatto questo preambolo per spiegarle, sinteticamente, tutte le possibili modalità di presentazione di una malattia cronica, e le diverse possibilità di una terapia omeopatica che a volte guarisce, altre allevia solamente, altre ancora rallenta semplicemente la progressione delle malattie croniche, senza mai apportare, però, sintomi lesivi all'organismo quando gestita con sapienza dal medico, e assunta con rispetto di quei principi che la guidano, dal paziente.


Soffro di poliglobulia e trombocitosi (sindrome mieloproliferativa cronica positiva al JAK2): da alcuni anni sotto controllo con periodici salassi, e con terapia Tiklid, vorrei sapere se esistono prodotti naturali efficaci, per controllare il proliferare dei globuli rossi, delle piastrine e dell'ematocrito.

L'omeopatia è una medicina che utilizza rimedi dei tre regni della natura, trattati in una maniera tale che diventano in grado di curare naturalmente ogni affezione patologica in cui vi siano ragionevoli possibilità di stimolare i processi fisiologici dell'organismo, e in modo particolare quelli diretti alla sua cura e riparazione. Questo processo, che stimola l'organismo alla guarigione non solo con mezzi naturali, ma piuttosto in maniera naturale, non può attuarsi, nella sua completezza, quando le malattie siano particolarmente avanzate, le condizioni organiche disperate, o in presenza di gravi deficit di origine genetica. In tutti gli altri casi con una cura sempre diretta alla personalizzazione della terapia, obiettivo che mira a trattare non solo gli effetti ma bensì soprattutto le cause dei disturbi, si riescono ad ottenere risultati soddisfacenti, e privi di effetti collaterali, arrestando così l'avanzamento della malattia e, in molti casi, riuscendo addirittura a determinarne la sua risoluzione.


Volevo chiederle se mi può indicare un farmaco omeopatico per i miei continui mal di testa, non potendo assumere fans perchè intollerante. Mi hanno consigliato ARNICA COMPOSITUM, potrebbe andare bene per me?

In tutte le forme croniche, per ottenere un risultato terapeutico soddisfacente, e privo di effetti collaterali, in omeopatia è necessario sottoporsi ad una visita preliminare: questa permetterà, infatti, di individuare le cause personali che la portano a soffrire del disturbo in maniera così ricorrente, disturbo che, in casi come il suo rappresenta semplicemente l'aspetto più evidente di un'alterazione funzionale, che coinvolge sempre tutto l'organismo e che, se non opportunamente trattata, la condurrebbe nel tempo ad avere risultati solo palliativi, esponendola anzi, nella ripetizione continuativa di uno stesso rimedio efficace, a sviluppare sintomi indotti dal rimedio stesso.


La mia domanda è la seguente: è possibile curare i condilomi anali tramite l'omeopatia? Ho iniziato ad averli circa 6 mesi fa e sono intervenuto con diverse bruciature tramite azoto liquido ed infine con la laserterapia. Tuttavia proprio in questi giorni ho riscontrato delle recidive ed è per questo che ho deciso di rivolgermi ad un omeopata.

L'omeopatia è in grado di curare i conditomi e in particolare il terreno umano favorevole al suo ripresentarsi. Ovviamente l'incauto intervento locale con terapie comunque aggressive complica un po' il suo quadro, nel senso che richiederà solo un po' di tempo in più, ma in generale una terapia omeopatica ben fatta, in casi come il suo, è l'unica che abbia ragionevoli possibilità di ottenere una regressione definitiva del problema.


Da una recente indagine ai raggi x mi è stata riscontrata una periartrite omerale: in effetti non riesco ad alzare piu' di 30/40 gradi il braccio destro. Alcuni dicono che si puo' risolvere con delle infiltrazioni locali, non so bene di che, altri che c'è bisogno di un fisioterapista. Lei che mi può dire a proposito dell'omeopatia?

Le infiltrazioni di norma si fanno o con acido ialuronico, se l'artrite è l'effetto di un processo degenerativo della cartilagine articolare su base artrosica, oppure con cortisonici, quando il processo infiammatorio è particolarmente acuto e resistente alle terapie abituali. La fisioterapia entra in gioco in fase di riabilitazione motoria, e di prevenzione. Tenga presente che, con una buona omeopatia, si possono curare sia le fasi acute che quelle croniche di problematiche articolari, e impostare così una prevenzione semplice economica ed efficace, in cui la fisioterapia possa essere di saltuario supporto, mentre i possibili effetti collaterali da infiltrazione sarebbero così totalmente evitati.


E' possibile eliminare con l'omeopatia una ciste localizzata sotto l'indice del piede destro senza ricorrere ad intervento? Generalmente non mi dà fastidio, ma quando porto scarpe un pò più strette e più dure, allora mi fa molto male.

La ciste, se effettivamente diagnosticata tale, è un processo espansivo dei tessuti, benigno, e come tale, potenzialmente reversibile. Essa rappresenta generalmente l'organizzazione di un processo infiammatorio locale, probabilmente nel suo caso su base traumatica, che mira comunque a circoscrivere la patologia. Una buona cura omeopatica, se effettuata nel rispetto dei suoi tempi, ha sempre la capacità di migliorare le difese dell'organismo, riducendo, a volte fino a farle scomparire, questo tipo di lesioni. Tuttavia sarà molto importante valutare anche l'esposizione traumatica della zona , onde evitare che la cura sia resa inefficace dalla persistenza dello stimolo che ha determinato la lesione.


Volevo sapere se l'omeopatia riesce a curare il linfedema primario agli arti inferiori o è una patologia che non beneficia di questo tipo di cura.

Il suo disturbo è su base genetica e dunque ottenerne una risoluzione, omeopaticamente parlando, non è possibile. Tuttavia l'omeopatia, a tutti i livelli dei disturbi, può essere in grado di effettuare un intervento di prevenzione su possibili e futuri aggravamenti legati alle patologie di cui si soffre. Pertanto anche solo un intervento omeopatico a tal scopo finalizzato, è sempre utile ed auspicabile


Da circa un anno e mezzo soffro di una fastidiosissima e dolorosissima fistola perineale. Sono stato già sottoposto ad un intervento chirurgico di fistolectomia ma sfortunatamente mi si e' riproposta una recidiva; prima di reintervenire chirurgicamente, però, vorrei provare con una cura omeopatica. Mi potrebbe consigliare qualche prodotto?

La ripresentazione di un disturbo rappresenta l'espressione di una suscettibilità del suo organismo a quel tipo di disturbo. Se le consigliassi un sintomatico locale, ma non modificassimo la reattività del suo organismo, il disturbo avrebbe tendenza a ripresentarsi un'altra volta e più, fino a rendere praticamente inefficace la terapia e addirittura a rischio di provocarle effetti collaterali. Attraverso invece un approccio globale al suo organismo, è possibile giungere alla comprensione proprio di quei caratteri suoi personali che la predispongono al continuo ritorno dell'affezione, e realizzare così una terapia personalizzata, e quindi causale, in seguito alla quale la scomparsa della fistola sarà la conseguenza del potenziamento non solo locale, ma bensì generale, dei poteri di difesa e riparazione del suo organismo, come effetto a sua volta di una migliorata fisiologia dello stesso.


Desideravo sapere se esisteva la possibilità di sciogliere i calcoli alla colecisti (ne ho molti ma piccolissimi): sto assumendo Nux Vomica (Heel) 20 gocce 3 volte al dì su consiglio di un'amica. Soffro anche di reflusso gastroesofageo e leggera gastrite.

La possibilità di sciogliere i calcoli dipende dalla loro particolare combinazione: se trattassi di calcoli esclusivamente colesterinici, sicuramente qualche possibilità di scioglierli con una buona cura omeopatica - che permetta a tutto il suo organismo di ritrovare un'adeguata vitalità delle funzioni metaboliche, e nello specifico di quella bilio-panceatica, unita ad una dieta alimentare opportuna - effettivamente esiste, laddove si trattasse invece di calcoli con componente calcifica (la differenziazione è possibile tramite un semplice esame ecografico o una radiografia diretta dell'addome) sarà sicuramente molto più improbabile riuscire a solubilizzarli.


Spero possiate aiutarmi a trovare un prodotto omeopatico in grado di aumentare le piastrine nel sangue. Spero possiate darmi qualche indicazione in merito.

Prima di poter indicare qualsiasi prodotto, è necessario sapere qual è il motivo della sua piastrinopenia, nonché il valore aggiornato della conta piastrinica, i possibili effetti clinici che questo può aver determinato sul suo organismo e tutti gli accertamenti eventualmente già effettuati. Dopodiché, che io personalmente sappia, non esiste un prodotto omeopatico direttamente in grado di stimolare, in maniera fisiologica, la produzione delle piastrine, ma, esclusi fatti genetici irreversibili, condizioni cliniche scadenti, cronico stato d'intossicazione, ecc, in tutte le altre circostanze attraverso una visita omeopatica si può arrivare a comprendere il rimedio più adatto al suo specifico caso, che sia capace di stimolare la ripresa funzionale di tutto il suo organismo compresa quella preposta proprio alla produzione e immissione nel circolo ematico delle piastrine.


Da un po' di tempo soffro di reflusso gastroesofageo (dopo la seconda gravidanza) con bruciori che si irradiano al dorso e alla cervicale, e senso di corpo estraneo in gola. Sto seguendo una terapia farmacologica (consigliata dal mio medico curante) Lucen 20mg la sera prima di cena e Gaviscon dopo i pasti, già da 40 giorni, e nonostante un lieve miglioramento, non mi sento ancora al 100%. Il medico asserisce che devo andare avanti per mesi, e non dovessero esserci risultati, allora meglio effettuare la Gastroscopia (ho effettuato il test per l'Helicobacter P., ma è risultato negativo). Le premetto che sono sotto stress per via del lavoro, e soffro da anni di colon irritabile, che si accentua in primavera e in autunno. Sinceramente vorrei trovare un approccio più delicato per curare questo mio disturbo: esistono delle alternative omeopatiche ai farmaci tradizionali?.

Certamente l'approccio omeopatico a patologie come la sua, oltre ad essere più delicato è anche in grado di individuare e trattare all'origine i suoi disturbi, differenziandosi per questo da una cura tradizionale e farmacologica, che al più mira a lenire i sintomi, ma non è in grado di agire sulle motivazioni personali che provocano e mantengono le affezioni croniche. Proprio perché la cura omeopatica deve sempre essere il più possibilmente individualizzata al singolo caso, perché solo in questa maniera può arrivare a trattare i motivi che hanno provocato la sua malattia, è necessario inizialmente sottoporsi ad una visita che, oltre a interessarsi al disturbo locale e preminente, verifichi tutto quello che non va a carico di altri organi e apparati. Dall'insieme di questi sintomi si potrà così arrivare a scegliere il rimedio più adatto al suo caso, e in grado di trattarla terapeuticamente nel rispetto della sua naturale complessità psicofisica.


Sono una donna di circa 42 anni affetta da ipertiroidismo: si può curare con l'omeopatia?

L'ipertiroidismo è un termine generico che indica una serie di condizioni caratterizzate da un'eccessiva immissione in circolo di ormoni tiroidei, condizioni tra le quali, le più frequenti sono il Morbo di Basedow e l'Adenoma tossico di Plummer, oltre a forme transitorie nell'ambito di processi distruttivi della ghiandola, come le tiroiditi subacute. In tutti i casi una cura omeopatica ben fatta è in grado o di arrestare l'evoluzione della malattia o comunque di tenere a bada i sintomi che derivano dall'eccesso ormonale e in alcuni casi di far rientrare del tutto il disturbo, tutto questo mediante rimedi che sono al contempo in grado di rispettare la complessità psicofisica dell'organismo umano, e di non apportare nel tempo spiacevoli effetti collaterali.


La mia domanda è semplice: volevo sapere se si possono curare i disturbi della premenopausa con l'omeopatia? Nell'attesa di un gentile cenno di riscontro in merito, porgo distinti saluti..

Sicuramente l'omeopatia è in grado di curare in maniera efficace, e priva di effetti collaterali, i disturbi cui lei fa riferimento nella sua, e permetterle di giungere alla menopausa in condizioni tali, che anche tutti gli altri squilibri organici ad essa legati - principalmente quelli del tono dell'umore e la decalcificazione delle ossa - risultino essere ben controllati, evitandole così di esporsi ai possibili effetti nocivi della terapia ormonale sostitutiva, nonché alla pericolosa progressione della malattia osteoporotica.


Sono una ragazza di poco più di 20 anni, e soffro di sindrome dell'ovaio policistico: vorei sapere se potete aiutarmi a curarlo.

L'ovaio policistico è spesso l'aspetto più evidente di un'alterazione funzionale dell'asse ipotalamo-ipofisario che regola le diverse fasi del ciclo mestruale, preposte normalmente alla liberazione di una cellula uovo da fecondare, ed alla preparazione della parete uterina, che si predispone a ricevere, in caso, il prodotto del concepimento. L'ovaio policistico spesso consegue appunto ad un'anomalia funzionale di questo complesso processo, con la trasformazione dei follicoli ovarici, da cui emerge di norma una cellula uovo, in elementi cistici, che spesso si accompagnano alla secrezione in circolo di ormoni androgeni. La conseguenza di tutto ciò è spesso un ciclo anovulatorio, e la comparsa di peluria in quantità eccessiva e in sedi anomale, nonchè di possibili errori del metabolismo riguardanti i grassi nel sangue e la tolleranza agli zuccheri. La medicina tradizionale cura quest'affezione somministrando ormoni estroprogestinici, che arrestano la normale ovulazione, e quindi bloccano la funzione alterata senza guarirla. L'approccio omeopatico mira invece a riequilibrare nel complesso il suo organismo, in modo che il disturbo scompaia non per soppressione di una funzione, ma per cura delle condizioni, anche emotive ed esistenziali, che lo hanno provocato, e che ne favoriscono la persistenza nel tempo.


Gradirei un consiglio omeopatico per trattare una lieve ipertrofia prostatica.

Non posso suggerirle una cura omeopatica semplicemente in base al disturbo da lei indicato, semplicemente perché le cure omeopatiche sono sempre strettamente personalizzate. Questo approccio permette di trattare un insieme di sue personali caratteristiche individuali, comprendenti aspetti emotivi, e di reattività alle condizioni ambientali, e di trattare così il suo disturbo in maniera radicale, prevenendone in particolare ulteriori aggravamenti che, nel caso della sua patologia, possono provocare, nel tempo, un'ulteriore ingrossamento della ghiandola. Proprio per queste caratteristiche l'omeopatia si differenzia in maniera netta dalle cure tradizionali, che agiscono o con farmaci che distendono semplicemente la muscolatura vescicale, ma non curano la malattia, oppure che bloccano la cascata enzimatica che provoca la formazione di testosterone, l'ormone sessuale maschile, con conseguenti effetti collaterali che lei può facilmente immaginare. A livello fitoterapico il suo disturbo si tratta spesso con una sostanza, chiamata Serenoa Repens, di cui però non esistono al momento studi clinici così numerosi da validarne l'efficacia. Per tutti questi motivi la cura omeopatica, se ben fatta, rimane la cura capace di agire meglio sull'evoluzione clinica della malattia, e con effetti collaterali praticamente inesistenti quando sapientemente somministrata.


Sono una cinquantenne prima di effettuare una visita vera e propria desidererei sapere se ci sono valide cure omeopatiche per le emorroidi che, pur con una dieta alimentare, si ripresentano spesso e se mi può anticipare cosa poter assumere.

Le emorroidi sono un disturbo variegato che possono presentarsi in persone con una predisposizione genetica alla lassità della parete muscolare dei vasi venosi, in individui che soffrono di stipsi ostinata, o ancora in coloro che hanno uno stato cronico di affaticamento del circolo epatico, tale da provocare, a valle dell'organo, stati di congestione più o meno transitori. Le emorroidi poi si dividono in esterne e interne, e queste a loro volta in tre o quattro gradi a secondo del loro modo di presentazione. Omeopaticamente parlando poi, una volta effettuato il riscontro delle suddette caratteristiche, sarà importante modalizzare il tipo del disturbo e le eventuali sensazioni locali, individuare eventuali fattori scatenanti o aggravanti, ed eventuali errori comportamentali e alimentari che possono favorire il cronico ripresentarsi dei disturbi. In questa maniera, allora, definita nei dettagli la patologia, il disturbo verrà progressivamente individualizzato, e sarà così possibile agire alla sua radice, grazie ad una terapia strettamente personalizzata. Come vede si tratta di un approccio terapeutico sofisticato e comunque complesso, che non mi permette di darle un'indicazione di massima senza un precedente esame medico scrupoloso..


Soffro da molto di emicrania e mi sto curando con il Laroxyl che è un medicinale che funziona, ma a lungo andare fa ingrassare, e da dipendenza. Volevo sapere se esiste un prodotto omeopatico che posso usare come cura per l'emicrania e se me ne può dare il nome.

L'omeopatia è una terapia olistica, che rispetta, cioè, la naturale complessità psicofisica della persona. Tale complessità è poi ulteriormente complicata dall'incidenza sull'organismo umano di una serie di stimoli nocivi, ambientali come anche relazionali, che modificano in maniera permanente, e assolutamente individuale, la fisiologia dell'organismo. Su di una base ereditaria, dunque, una serie di circostanze personali rendono la patologia, ciascuna patologia, in parte del tutto analoga a quella di altri, che come lei soffrono di emicrania, e in parte caratterizzata da segni e sintomi assolutamente individuali; ecco, l'omeopatia, quando ben somministrata, agisce proprio su tale individualità, e in questa maniera vuole essere una cura radicale di disturbi a carattere cronico-recidivante, proprio come il suo. Per quanto appena dettole, lei ben comprende come un approccio simile mi impedisce di fornirle un rimedio unico valido per tutti, ma richiede una visita preliminare, atta proprio ad identificare il rimedio più adatto e profondamente curativo del suo specifico caso.


Ho difficoltà ad impormi verso gli altri, non riesco a dire mai di no, e a farmi rispettare. Poi ingrasso anche se mangio pochissimo, e anche se la tiroide funziona bene. C'è un rimedio adatto al mio caso?

Per disturbi come questi, che ormai sono ben radicati nella sua persona, bisogna sottoporsi ad una visita omeopatica preliminare: essi, infatti, verranno compresi all'interno di tutta un'altra serie di sintomi emotivi, e di reattività all'ambiente, che nell'insieme costituiscono il suo modo complessivamente non idoneo di relazionarsi con il circostante. Modificando, infatti, la sua reattività a stimoli personali e ambientali, e riportandola così ad una maniera più naturale e spontanea, molti dei suoi disturbi si attenueranno fino a scomparire del tutto.


Vorrei sapere quale cura omeopatica alternativa potrei seguire per curare il mal di testa che quasi tutti i giorni mi tormenta, e mi costringe ad assumere ogni volta, all'insorgere dei sintomi, una compressa di Aulin.

Quando un disturbo come quello da lei riferito diventa estremamente ricorrente, per non dire cronico, questo aspetto è la spia di un disordine funzionale di tutto il suo organismo che, a determinati stimoli, ambientali o personali, reagisce in maniera anomala, provocando la comparsa di sintomi patologici e spiacevoli. L'azione esclusivamente locale, sia allopatica (Aulin) che omeopatica non modifica questo stato di alterazione funzionale di tutto il suo organismo, e per questo motivo il disturbo tende a ripresentarsi con frequenza. Scopo di una cura omeopatica ben condotta è invece di identificare il rimedio più adatto alla sua persona, e arrivare così a trattare il suo mal di testa agendo sulle cause dello stesso: solo così potrà avere ragionevoli possibilità di ottenere una progressiva remissione sia della frequenza che dell'intensità dei sintomi, fino alla completa remissione degli stessi.


Soffro di endometriosi da tanti anni, e quando ho il ciclo devo assumere antinfiammatori per un periodo di circa sette giorni. Devo poi sospendere la terapia poichè comincio ad avere forti disturbi intestinali, tipo coliche gassose, e stipsi. Desidererei sapere se esistono antinfiammatori di tipo omeopatico che possano sostituire quelli tradizionali.

Per indicarle un sostituto dei normali antinfiammatori, è necessario che mi fornisca alcune delucidazioni circa le caratteristiche del dolore: localizzazione, tipo di dolore, eventuale irradiazione, da cosa è migliorato o peggiorato - eccetto ovviamente gli antidolorifici – se più intenso in un determinato momento della giornata e quanto più intenso rispetto al flusso mestruale. Tuttavia per alleviare in maniera sensibile i suoi disturbi, ed evitarle di ricorrere agli antidolorifici con eccessiva frequenza, cosa che, anche omeopaticamente parlando, può comportare nel tempo la comparsa di effetti iatrogeni, cioè indotti dalla cura stessa, le consiglio di sottoporsi ad una cura omeopatica di terreno, avente come fine proprio quello di facilitare la prevenzione dei suoi disturbi mensili.


Da anni soffro di dermatite seborroica localizzata al cuoio capelluto e al viso. Mi può consigliare qualche rimedio omeopatico (appartengo in pieno alla tipologia carbonico)?

Lo scopo di una cura omeopatica ben condotta, è quello di guarire dalle malattie, e specialmente da quelle croniche o recidivanti, proprio come la sua dermatite. Per fare questo, partendo dalla malattia, è necessario però arrivare ad individuare un rimedio specifico al suo caso, scelto su tutta la sua persona, che come tale risulterà effettivamente mirato alla causa del disturbo e quindi avrà ragionevoli probabilità di guarirla, e non semplicemente di alleviare i suoi sintomi, come nel caso delle terapie allopatiche. L'appartenenza ad un tipo particolare di costituzione non ci dice nulla di più sul rimedio adatto al suo caso, se non una predisposizione a determinati stati patologici che corrispondano in sequenza a rimedi diversi.


Da un po' di mesi sudo moltissimo alle ascelle, mani e piedi in certe occasioni, credo sia un problema di origine nervosa. Vorrei sapere se tramite l'omeopatia è possibile risolvere il problema.

L'omeopatia può senza dubbio aiutarla a risolvere il suo problema, ancora di più se, come lei stesso dice, quasi sicuramente esso dipende in gran parte da una somatizzazione delle sue tensioni emotive. Proprio su queste ultime, infatti, l'omeopatia può agire egregiamente, riequilibrando nella maniera più fisiologica possibile il suo organismo al punto tale da permetterle di reagire adeguatamente agli stimoli che le provengono dall'esterno, e che trovano uno sfogo esteriore quando l'armonia funzionale del suo organismo è stata sensibilmente e permanentemente perturbata. Tale manifestazione esteriore rappresenta comunque il mezzo migliore con il quale il suo organismo si riporta in equilibrio, evitando che l'eccesso di tossine, prodottesi a seguito della disarmonia dei suoi processi vitali, finisca per intossicarla oltremodo e predisporla, così, ad ulteriori e più seri disturbi. L'omeopatia allora non agirà sopprimendo questa indispensabile eliminazione tossinica, ma riequilibrando al meglio l'armonia funzionale del suo organismo, così da far rientrare in breve tempo, e naturalmente, il suo disturbo.


Sarei molto interessato a seguire una cura omeopatica, ma prima di cominciarla devo dirle che sono molto sfiduciato da qualsiasi tipo di medicina convenzionale o alternativa che sia...ho un problema di dermatite seborroica sul cuoio capelluto e sul viso e questo mi sta procurando anche dei problemi psicologici abbastanza seri. Prima di venire, volevo sapere se attraverso l'omeopatia ho qualche possibilità di guarigione da questa fastidiosissima patologia (definita dal dermatologo "CRONICA").

Il termine cronico, cui fa riferimento il suo dermatologo, si riferisce al fatto che la patologia di cui lei soffre può presentare dei periodi di apparente miglioramento delle lesioni, ma mostra altresì la tendenza, in altri periodi dell'anno, a fasi di recrudescenza con conseguente intensificazione delle lesioni. Questo fatto sta a significare che al più, con la medicina tradizionale, è possibile ottenere una quiescenza parziale della malattia ma non la guarigione definitiva. L'omeopatia nasce proprio con lo scopo di ottenere, in ogni patologia, una guarigione duratura, in cui cioè i sintomi non abbiano la tendenza a ripresentarsi non appena smessa la cura o in presenza di determinate situazioni ambientali o personali.
Per far questo essa studia il paziente affetto da patologie come la sua in maniera totale, ovvero accanto alle lesioni evidenti sulla cute, si interessa di studiarne il carattere, le modalità di reazione agli stimoli meteorologici ed ambientali, ed altri eventuali sintomi locali apparentemente senza alcun collegamento con la patologia di cui lei soffre. Tutto questo per cercare di spostare l'obiettivo della cura dalla semplice malattia al malato affetto da quella specifica patologia, sforzandosi così di realizzare una cura causale che miri cioè alla rimozione dei fattori predisponenti l'insorgenza ed il continuo ritorno dei sintomi. Infatti, solo eliminando le cause che sono alla base dei suoi disturbi, e di cui tali disturbi sono l'aspetto esteriore più evidente, sarà possibile ottenere la progressiva attenuazione dei sintomi sino alla loro completa e definitiva scomparsa come conseguenza di una migliore ripresa funzionale di tutto il suo organismo.


Dopo un aborto provocato ho cominciato ad avere prurito e bruciore vaginale e negli ultimi anni anche anale. Inizialmente per molti anni si presentava soltanto nelle ore notturne, ora anche di giorno. Sono stata visitata da molti ginecologi che mi hanno prescritto farmaci, creme, candelette, ecc, ma senza mai nessun risultato definitivo. Sa darmi qualche consiglio, visto che ora sono un po' scettica delle medicine: esiste qualche cura omeopatica al riguardo?

Tutte le volte che un qualsiasi disturbo lamentato mostra tendenza a persistere, o comunque a recidivare, è perché i naturali processi di difesa dell’organismo umano si rivelano incapaci di pervenire spontaneamente alla guarigione, come conseguenza di una disarmonia generale delle funzioni vitali. In omeopatia, dunque, per guarire da disturbi come i suoi, si cerca, attraverso una visita accurata, proprio di curare questo stato di perturbazione funzionale che coinvolge tutto il suo organismo, e del quale il suo disturbo locale è solo l'aspetto terminale e più evidente. Agire su tale stato di perturbazione, significa pertanto agire sulle cause effettive dei suoi disturbi, solo eliminando le quali le sarà possibile ottenere una guarigione finalmente stabile e duratura.


Attraverso un esame ecografico hanno riscontrato, a mio padre, la presenza di un calcolo di circa un centimetro in una ghiandola salivare (sottomandibolare). Vorrei chiederle se c'è la possibilità di trattare con rimedi omeopatici il disturbo.

Un calcolo è una formazione solida che si può formare in ogni ghiandola secretoria del corpo umano quando il rapporto tra soluti e solventi si sbilancia a tal punto da determinare la precipitazione, in forma solida, dei soluti della soluzione. L'omeopatia non può certamente disciogliere direttamente un calcolo formatosi, ma può migliorare la funzionalità ghiandolare, così da permettere all'organo interessato di secernere un liquido naturalmente più fluido, in cui i suoi componenti, cioè, non abbiano più la tendenza a precipitare. Tuttavia per modificare l'alterazione fisiologica venutasi a creare a carico della ghiandola è necessario capirne le cause, cosa che, omeopaticamente parlando, si può fare solo attraverso una visita accurata che permetta di considerare il disturbo locale come facente parte di un ‘alterazione funzionale più complessa, coinvolgente cioè l'armonia funzionale di tutto l'organismo, e di cui la patologia locale rappresenta solo l'aspetto più evidente.



Il mio ragazzo soffre di insonnia. Dorme pochissime ore a notte; quando perde il sonno, si inizia ad agitare fortemente: gli viene fame, si mette a suonare la chitarra, guarda la tv. Si riaddormenta solo di mattina, sfasando così la giornata. Tutto è derivato da quando gli è morto il papà in un bruttissimo incidente d'auto, che ha coinvolto anche la mamma e la sorella. Sebbene, non abbia competenze scientifiche, credo che l'insonnia, così come il suo rapporto errato con il cibo, trovi il suo nascere in quella tragedia. Le chiedo se secondo lei, questo disturbo può essere curato con l'omeopatia, e le chiedo anche un suggerimento su come convincerlo ad affrontare questa situazione e a "farsi curare", poichè lui è fortemente restio ad assumere farmaci di ogni tipo.

Certamente, nel caso del suo ragazzo, l'evento che ha subito avrà determinato un' alterazione permanente dell'armonia funzionale di tutto il suo organismo, proprio in virtù della intensa drammaticità di ciò che gli è accaduto. Grazie all'omeopatia è possibile individuare tale alterazione funzionale dell'organismo, e trattarla con rimedi che hanno la capacità di rimuovere le modificazioni fisiologiche venutesi a creare, ripristinando un adeguato ordine delle funzioni vitali, che si tradurrà nella progressiva scomparsa dei sintomi più fastidiosi, e nel ritorno a quelle condizioni psicofisiche che precedevano il triste avvenimento. Quanto a convincerlo, le suggerisco di dirgli che la natura e il genio umano hanno permesso di trasformare sostanze apparentemente inerti o addirittura potenzialmente tossiche in potenti benefattori del nostro organismo, capaci di diventare i nostri migliori alleati proprio in situazioni difficili come quella che sta vivendo il suo ragazzo.


Sono affetto da epatite del tipo B: dal mese di settembre assumo Interferone e la cura sembra funzionare anche se le piastrine continuano a scendere: ai primi di febbraio ne risultavano 54mila. Volevo sapere se c'è un rimedio per fermare la lenta ma continua discesa delle piastrine.

Esprimere un giudizio su quanto da lei scritto è cosa un po' ardua, ma se la diminuzione delle piastrine dipende dall'interferone che sta assumendo, l'unico rimedio sarebbe quello di sospenderlo: non esistono infatti rimedi omeopatici in grado di innalzare direttamente le piastrine se non come conseguenza di un miglioramento funzionale di tutto l'organismo sotto lo stimolo del prodotto omeopatico che, però, nel suo caso si scontrerebbe inevitabilmente con l'azione collaterale dell'interferone, e dunque ne ostacolerebbe l'efficacia.


Lamento problemi intestinali (gonfiore e stipsi) ma in maniera incostante, e soffro inoltre di Herpes Zoster. Ogni volta che esco da un periodo particolarmente stressante torna: applico dell'aciclovir in crema, passa e poi ritorna a distanza di qualche tempo (di solito 2/3 mesi). Ultimamente lamento anche pesantezza alle gambe e cellulite nella parte esterna dei fianchi (nonostante non sia in sovrappeso). Visto che mi rendo conto esserci una ciclicità nel mio malessere/benessere, volevo cercare di risolvere il più definitivamente possibile i miei problemi, a partire dall'alimentazione ed andando poi ad approfondire i problemi più specifici (come l'herpes). Vorrei quindi parlare con qualcuno di competente, fare un check up completo e capire come provare a risolvere questi problemi. Cosa mi consigliate?

Il suo è un quadro un po' complesso, ma non certamente preoccupante che, proprio per il tipo di disturbi e la periodicità con cui si ripresentano, deve farle comprendere che, in questa fase, il suo organismo non è capace di risolvere autonomamente e definitivamente le manifestazioni patologiche che più l'assillano. L'omeopatia, attraverso una visita accurata, è sempre in grado di identificare l'alterazione funzionale di tutto il suo organismo che la espone al continuo ritorno dei sintomi e le impedisce di pervenire ad una guarigione soddisfacente. Proprio l'individuazione dello squilibrio che le ho detto, e il suo opportuno trattamento, ci permette di agire sulle cause dei suoi disturbi, e non solo sugli effetti, come probabilmente ha fatto fino ad ora, e di risolverli progressivamente in maniera stabile e duratura.


Soffro di dolori mestruali che mi obbligano a trascorrere molti dei giorni in cui sono indisposta al mio domicilio, senza potermi recare al lavoro. Gli antidolorifici che assumo attenuano un po' le mie sofferenze, che però si ripresentano puntualmente ogni mese, all'arrivo di un nuovo flusso mestruale. Dalle indagini svolte non sembra esserci nessuna patologia in grado di giustificare i miei disturbi. Come può aiutarmi l'omeopatia?

I dolori, spesso anche molto intensi, che possono accompagnare l'arrivo delle mestruazioni, sono certamente l'espressione di una reattività abnorme del suo organismo agli adattamenti organici che subisce il suo fisico al termine di ogni ciclo, e che determinano la comparsa del flusso mestruale. Tali modificazioni vanno collocate, però, all'interno di un disordine funzionale di tutto il suo organismo, coinvolgente cioè anche la sua emotività e la sua reattività agli stimoli esterni di qualsiasi natura. Solo collocando il suo disturbo all'interno di un più complesso insieme di sintomi sarà possibile arrivarne a trattare le cause e risolverlo così progressivamente e in maniera definitiva. Per far questo, però, occorre sottoporsi ad una visita omeopatica preliminare.


Soffro di spondiloartrite reattiva da chlamydia da ca 6 mesi. Ovviamente mi hanno curato il motivo scatenante (la chlamydia) ma ho ancora dei sintomi forti di artrite e a forza di prendere antinfiammatori ora ho dolori allo stomaco. Lei pensa che l'omeopatia potrebbe aiutarmi?

L'omeopatia è una terapia che, attraverso uno studio approfondito del malato affetto da una determinata patologia, come nel suo caso l'artrite reattiva, mira a identificare lo squilibrio funzionale che ha determinato l'insorgenza della malattia e, contemporaneamente, impedisce al suo organismo di pervenire spontaneamente alla guarigione. In questa maniera non si curano solamente gli effetti dei disturbi, ad esempio i dolori articolari o l'agente microbiologico responsabile dell'artrite, ma se ne affrontano direttamente le cause organiche, aiutando in tal modo l'organismo a ritornare spontaneamente ed efficacemente alla salute, senza gravarlo di ulteriori effetti collaterali.


L'omeopatia può curare le disfunzioni tiroidee? Io prendo Eutirox 100 da circa 10 anni, e quando mi capita di dimenticarlo mi sento male.

Scopo di una buona cura omeopatica, nei casi come il suo, è permettere alla sua ghiandola di riprendere il più possibile l'attività spontanea che, a differenza di quanto avviene con l'Eutirox, garantisce al suo organismo una maggiore adattabilità alle diverse situazioni a cui è quotidianamente sottoposta. Per questo motivo, tutte le volte che l'omeopatia riesce a sostituire l'Eutirox, e a recuperare in toto o in parte alla sua naturale attività la tiroide, i risultati sono certamente più soddisfacenti che con la tradizionale terapia farmacologica.


Da molti anni soffro di bruciori gasrtici, reflusso gastroesofageo, e ho fatto anche il test del respiro nel quale risulta presente l'helycobacter pilory. Le domanda è la seguente: si può eradicare il batterio con una cura omeopatica vista la mia sofferenza nell'assunzione di antibiotici?

La presenza nella mucosa del suo stomaco dell'h.p. indica una sua suscettibilità al germe, che in condizioni ottimali non è in grado di colonizzare l'ambiente gastrico. Lo scopo di una corretta terapia omeopatica sarà proprio quello di ricondurla alle condizioni di salute antecedenti l'inizio dei suoi disturbi e, conseguentemente, l'insorgenza dello stato di suscettibilità al batterio, così da provocarne una naturale eradicazione, come effetto della migliorata sorveglianza immunitaria del suo organismo.


Da un po' di tempo mi sto avvicinando all'omeopatia nel tentativo di estirpare i virus di cui sono stato affetto e sono affetto tuttora: quello della mononucleosi, presa alle medie e curata, credo, con cortisonici, e i condilomi contratti pù recentemente. L'omeopatia può essermi di aiuto, oppure sono stato consigliato male?

In affezioni come quelle che lei riferisce l'omeopatia offre grandi vantaggi rispetto alla terapia tradizionale: questa infatti è sempre diretta ad attaccare, e possibilmente eliminare, gli agenti causa dei suoi disturbi, senza peraltro modificare in meglio lo stato di suscettibilità del suo organismo, che anzi molto spesso subisce un ulteriore aggravamento a seguito della somministrazione dei farmaci comuni, che posseggono sempre un'azione altrettanto tossica anche nei confronti dell'essere umano. L'approccio omeopatico, invece, in simili affezioni, è proprio rivolto ad individuare e trattare lo stato di suscettibilità venutosi a creare per le ragioni più disparate, solo risolvendo il quale le sarà possibile assistere alla definitiva eliminazione dei germi in causa nella maniera più naturale e fisiologica possibile.


Vorrei esporle in breve il mio problema: Sono una ragazza poco più che ventenne e purtroppo ho una grande, ma grande quantità di testosterone in corpo. Sono andata da diversi ematologi e mi hanno detto che l'unica soluzione per far diminuire la peluria è prendere la pillola. Anche così, però, non risolverei dato che smettendo di prenderla sarei di nuovo allo stesso punto. L'omeopatia potrebbe risolvere il problema o ci metto una pietra sopra?

L'omeopatia si differenzia dalla medicina tradizionale dal momento che nelle persone che soffrono di uno stesso disturbo, riesce ad individuarne le caratteristiche peculiari che conferiscono individualità ad uno stesso malanno. E' proprio questo approccio che ci permette di arrivare a trattare la causa delle singole patologie: un' alterazione permanente dell'ordine fisiologico dell'organismo umano, venutasi a creare per le circostanze più disparate (stress, errori nello stile di vita, traumi affettivi o fisici) e comunque diverse tra persone che soffrono di una stessa patologia. Inoltre la medicina omeopatica rispetta sempre la naturale complessità psicofisica dell'essere umano utilizzando pertanto rimedi che, quando ben somministrati, non sono assolutamente in grado di apportare quei fastidiosi effetti collaterali delle tradizionali cure, e di quelle ormonali in particolare.


Vorrei sapere quale rimedio omeopatico si può utilizzare in caso di acne sul viso contenente quel liquido biancastro proprio del disturbo.

Gentile paziente, l'acne è un disturbo della cute che ha la tendenza a perdurare nel tempo, mostrando fasi di riacutizzazione e di miglioramento in seguito ad influenze meteorologiche o alimentari. Il carattere di cronicità del disturbo, pertanto, indica che qualcosa nel fisiologico funzionamento del suo organismo si è andato perturbando in maniera permanente al punto che non gli è più possibile pervenire spontaneamente alla guarigione. La medicina tradizionale, nella maggior parte dei casi, cura le malattie della cute cercando di sopprimerne gli effetti a livello locale, ma così facendo interferisce sui normali processi di difesa del nostro organismo che hanno sempre lo scopo di portare verso l'esterno, e quindi lontano da organi e funzioni vitali eccellenti, tutto ciò che gli è nocivo. Omeopaticamente è possibile curare e guarire il suo disturbo solo attraverso una visita accurata, che abbia lo scopo di individuare proprio ciò che nei suoi processi vitali si è andato alterando in maniera stabile, e riportare così il suo organismo, attraverso la prescrizione di opportuni rimedi, al funzionamento più corretto, che le permetterà di vedere la progressiva e definitiva scomparsa delle lesioni cutanee come effetto della ritrovata armonia funzionale dei suoi organi ed apparati.


Vorrei rivolgerle una domanda: il piano di assistenza sanitaria nazionale prevede la possibilità per un qualsiasi paziente di rivolgersi ad un medico omeopata? Mi spiego meglio, mi scusi l'ignoranza in materia: esistono dei centri presso i quali sia possibile sottoporsi alla visita di un medico omeopata pagando solo il TICKET oppure è necessario fare tutto privatamente? Il sistema sanitario garantisce la possibilità di fruire delle prestazioni offerte da voi medici omeopati? Potrei avere, oltre al mio medico di base, anche il mio omeopata di fiducia senza dover pagare ogni volta i controlli?

Al momento la medicina omeopatica non è riconosciuta dal SSN per il rimborso di visite o dei rimedi acquistati in farmacia. Esistono comunque poche e distribuite realtà su tutto il territorio nazionale, soprattutto in ambito ospedaliero, dove è prevista l'effettuazione di visite con il solo pagamento di un ticket, e comunque attualmente non è possibile avere un medico omeopata di fiducia con le caratteristiche del medico di base del SSN. Mi permetto comunque di fare un commento alla sua, poiché molto spesso il fatto di dover pagare per l'effettuazione di una visita, e soprattutto dei relativi controlli, è visto da molti pazienti come uno spauracchio che li porta a preferire le comuni medicine quasi solo per un fatto di risparmio. Si tratta di un risparmio che, a mio avviso, ha poco senso, poiché aldilà degli effetti collaterali provocati dalla ripetizione dei farmaci tradizionali, l'effetto collaterale più grande, e al tempo stesso meno valutato, è che tali preparati di sintesi spesso agiscono contrastando, e finendo per indebolire, i naturali mezzi di difesa del nostro organismo, e così quando anche diano la sensazione di guarire, in realtà finiscono sempre per perturbare la naturale fisiologia del nostro organismo, predisponendolo ad imprevedibili conseguenze future. Pertanto, in mancanza di un rimborso delle terapie omeopatiche previsto dallo Stato e, soprattutto, di una selezione che non omologhi tutti gli omeopati, ma discrimini tra coloro che effettivamente hanno acquisito esperienza e padronanza della metodica, consideri la possibilità di scegliere liberamente ancora un privilegio, e il pagamento delle visite e dei controlli una quota in più che va a coprire ciò che lo Stato non può o non vuole offrirle e, casomai, provi a risparmiare su qualcos'altro che non sia la sua salute.


Da alcuni anni soffro di episodi ricorrenti di emicrania senza aura. Ho fatto diverse cure, ma i disturbi si ripresentano più o meno sempre con la stessa frequenza. Vorrei saper se con l’omeopatia è possibile intervenire, e qual è effettivamente la sua efficacia in questi casi.

Sicuramente con la medicina omeopatica è possibile ottenere risultati decisamente migliori di quelli che si ottengono con la medicina tradizionale, nei casi di emicrania, in quanto una corretta cura omeopatica non si limita a curare i singoli episodi, ma ho lo scopo di prevenire il loro ripetersi, agendo sulle tensioni emotive che spesso si nascondono dietro tali disturbi, e di cui il sintomo è semplicemente una sorta di trasferimento fisico. Attraverso una visita accurata, pertanto, è possibile individuare le cause nascoste del suo disturbo, cause che, proprio per la sua tendenza ad essere prevalentemente sintomatica, di norma rimangono nascoste alla medicina tradizionale, sebbene di esse la sua emicrania sia solo l’aspetto più evidente.


Sono una donna di poco più di cinquant'anni, che soffre di periartrite scapolo-omerale con leggera calcificazione dei tessuti periarticolari. Ho anche dei sintomi notturni di congelamento dell'arto e immobilità. Attualmente non sto seguendo nessuna cura. Volevo chiederle gentilmente se poteva consigliarmi qualche terapia per migliorare questa sintomatologia.

Per le calcificazioni venutesi a creare, le consiglio di prendere in considerazione la terapia laser, in quanto sono di difficile rimozione con la sola terapia omeopatica. In caso fosse necessario intervenire in tal modo, può successivamente prendere in considerazione l'omeopatia come terapia di prevenzione, in grado cioè di modificare la predisposizione del suo organismo all'infiammazione cronica dei tessuti periarticolari, e soprattutto alla successiva organizzazione calcifica del processo infiammatorio cronico.


Volevo domandarle se ritiene che, quando il ciclo mestruale dura molto poco (massimo due giorni) ed il dosaggio ormonale constata una riduzione degli estrogeni, la somministrazione di questi ultimi rappresenti effettivamente la sola possibilità terapeutica? Esiste, in altre parole, un qualche rimedio omeopatico per questo problema? A parte questo non ho nessun disturbo (dall'esame ecografico le ovaie non presentano alterazioni), sono solo in sovrappeso.

Il quadro deporrebbe per una menopausa precoce, ma non ho sufficienti elementi per dirlo con certezza. Senta anche il parere del ginecologo, ed effettui di nuovo un dosaggio degli estrogeni e in più dell'FSH. Omeopaticamente non è possibile darle un rimedio, senza prima effettuare prima una visita, e poter arrivare a comprendere, così, se si tratti di un fatto ereditario - difficilmente modificabile con un cura omeopatica - oppure di un aspetto secondario ad alterazione funzionale del suo organismo, probabilmente provocata da traumi, stress o disordini nello stile di vita, che in qualche maniera possono aver influito sulla sua capacità riproduttiva, e che si sono a tal punto radicati da ripresentarsi puntualmente ad ogni ciclo mestruale.


Mia figlia a seguito di un rapido dimagramento causato da una dieta particolarmente rigida, soffre di amenorrea da circa due mesi. Finora il medico di base ha ritenuto opportuno farle innanzitutto le analisi del sangue, che sono tutte fortunatamente nella norma. Fermo restando che a questo punto dovrà sottoporsi anche ai dosaggi ormonali, volevo sapere se, in attesa di questi e di ulteriori analisi più specifiche, posso somministrarle il rimedio Pulsatilla, ed eventualmente in quale concentrazione e dosi. Infatti, l'omeopata che la seguiva da piccola le somministrava Pulsatilla come farmaco di fondo, ed inoltre ho letto che può essere d'aiuto in caso di amenorrea. Esiste comunque qualche altro prodotto più efficace oltre alla Pulsatilla, per questo problema?

La Pulsatilla effettivamente è tra i rimedi omeopatici più indicati per problematiche legate alla regolare comparsa, o meno, delle mestruazioni, ma lo è in particolare nei casi di ritardata comparsa del menarca (la prima mestruazione), mentre dalla sua si evince che l' attuale amenorrea è secondaria ad un forte dimagrimento: dobbiamo pertanto supporre che le condizioni di sua figlia rispetto a quando assumeva la Pulsatilla si sono sicuramente modificate, e per questo motivo, dopo aver effettuato tutte le ricerche biomediche utili nei casi come questo, le consiglio di sottoporla ad una nuova visita omeopatica, che saprà identificare i cambiamenti intercorsi, e permetterà così di individuare il rimedio più adatto a questa specifica fase della vita di sua figlia.


Mio padre alcuni anni fa è stato operato al cuore per la sostituzione della valvola aortica con una meccanica. Il recupero fisico, dopo l'intervento, è stato rapido, mentre quello psicologico, a distanza di tutti questi anni, non è ancora avvenuto in maniera soddisfacente: caratterialmente è sempre stato una persona molto forte, iperattiva e sportiva fino all'eccesso, ora invece ha smesso tutte le attività sportive ed è diventato ipocondriaco. Ha iniziato ad accusare vertigini notturne, poi disturbi digestivi e bruciori gastrici, tensioni alle spalle e al collo, pesantezza alla testa, confusione, mancanza di concentrazione, poca memoria; inoltre ha cominciato a sentirsi inutile e di peso agli altri. Abbiamo consultato vari specialisti che hanno escluso qualsiasi patologia, se non una piccola ernia iatale e un po' di artrosi cervicale. Essendo lui agente di commercio, e viaggiando spesso in macchina, sono un po' preoccupata per questa sua insicurezza. Le chiedo se con l'Omeopatia si possano ottenere dei risultati positivi e risolutivi in casi come quello descrittole.

Certamente che si possono ottenere, soprattutto alla luce di quanto lei dice, e cioè che lo ha visto cambiare emotivamente all'indomani della sostituzione valvolare. In omeopatia, infatti, il rimedio viene spesso dato proprio sulla nozione dell'evento scatenante che ha provocato la modificazione complessiva della persona, fisica, cioè, così come caratteriale. Per ottenere risultati migliori sarà comunque opportuno sottoporlo ad una visita approfondita, che valuterà lo stato emozionale di suo padre all'indomani della operazione e le possibili modificazioni ulteriormente intercorse, nel frattempo, nel tentativo di ritrovare la precedente efficienza.


Sono un dipendente dell'INAIL di quasi cinquant'anni di età, con stipendio mensile di 1000 euro circa. Soffro di colon irritabile, che mi procura diversi fastidi e problemi, e mi è stato detto che l'omeopatia cura efficacemente questo disturbo. Ho chiesto ad alcuni amici di mettermi in contatto con un bravo medico omeopata della mia residenza, e così è avvenuto. Quando ho telefonato ho chiesto il costo della visita che è di 160 euro. Considerando che anche mio figlio soffre della mia stessa patologia se avessi preso appuntamento quel giorno avrei speso 320 euro. In sostanza le chiedo se esiste qualche struttura pubblica magari in intramoenia o privata dove curarsi con l'omeopatia non significhi non poter mangiare per il resto del mese.

Attualmente l'omeopatia non è riconosciuta dal Servizio Sanitario Nazionale come terapia rimborsabile, per cui esistono, qua e là nel nostro paese, sporadiche strutture che erogano le prestazioni in regime di totale o, più spesso, parziale rimborsabilità. Tra le regioni italiane un po' più attrezzate in questo senso vi è certamente la Toscana, dove in parte la medicina omeopatica, ed altre terapie cosiddette alternative, sono riconosciute come rimborsabili, ed esistono a tal proposito ambulatori pubblici che erogano in regime di convenzione simili prestazioni. La sua mail, comunque, mi permette di fare una breve riflessione: forse se avrà pazienza di continuare la sua ricerca tra i medici omeopati privati, potrà sicuramente trovare prezzi ancora inferiori a quello citato nella sua (io ad esempio per la prima visita chiedo sicuramente meno), ma lei sa meglio di me che in medicina la bravura dell'operatore sanitario è spesso correlata all'entità del suo onorario, e così, persone che non possono arrivare a certe cifre, o sono tagliate fuori, oppure sono costrette a cercare esclusivamente nel SSN. A mio avviso nelle prestazioni mediche in generale dovrà attuarsi da parte di tutti un evidente cambio di mentalità: la prestazione medica, qualunque essa sia, richiede sempre un impegno non indifferente della persona che la eroga, e un'accoglienza da parte della struttura sanitaria in cui viene erogata, che non possono essere svalutate, come spesso accade in tante realtà del nostro servizio sanitario dove, a prestazioni a basso o nessun costo, corrispondono spesso tempi di visita, di attesa e strutture sanitarie per lo meno indegne di una persona che soffre; ma proprio la sofferenza, che rende tutti uguali, deve spingere a richiedere cifre, per lo meno in privato, che esprimano il senso compassionevole che ha animato da sempre, e sempre animerà, più o meno palesemente, il senso ultimo di ogni vero atto medico.


Da molto tempo soffro di: gastrite, esofagite da reflusso/ernia iatale e colon irritabile, e le terapie tradizionali, che ho effettuato con scrupolo, non mi hanno aiutato a risolvere definitivamente i miei problemi. Posso provare a curarli con l'omeopatia?

In effetti i disturbi di cui lei soffre sono generalmente a carattere cronico-recidivante. In tutti questi casi per giungere ad una guarigione omeopatica soddisfacente, è necessario individuare, attraverso una visita estesa anche a quelle funzioni fisiche, intellettive e psichiche apparentemente non interessate da alcun disturbo, il disordine funzionale di tutto il suo organismo, che le impedisce di pervenire spontaneamente a guarigione, come invece di norma deve accadere quando lo stato di salute complessivo non appare stabilmente perturbato.


Volevo chiederle come curarsi dall'Herpes Simplex, del quale soffro molto spesso, con comparsa delle tipiche bollicine intorno alle labbra. Sono stato in erboristeria e mi hanno suggerito di assumere per diversi giorni opercoli di Echinacea, che sarebbero capaci di rinforzare le difese immunitarie. Mi hanno detto che funziona, magari associandovi due / tre tazze giornaliere di Melissa, per le proprietà anti-virali di quest'ultima. Sarà sufficiente secondo lei?

I prodotti che lei ha acquistato sono dei fitoterapici, e non degli omeopatici, questi ultimi, i soli di mia specifica competenza professionale. L'omeopatia, però, si basa sul riscontro esperenziale che sostanze della natura, quando somministrate a lungo, e in dosi ponderali, sviluppano nella persona dei sintomi, che sono quegli stessi per i quali si somministrano, a dosi opportunamente diluite (tipiche ed esclusive dei prodotti omeopatici) quando, per similitudine, li si riscontra anche nei malati. Questo significa, in sintesi, che qualsiasi prodotto della natura dotato di proprietà farmacologiche, a dosi ponderali risulterà a lungo andare tossico al nostro organismo (le dosi dei fitoterapici per intenderci), mentre se diluito (omeopatici) sarà in grado di esprimere tutto il suo potere terapeutico, senza mai gravare l'essere umano di ulteriori e spiacevoli effetti collaterali.


Mia moglie soffre di frequenti vampate di calore associate a intensa sudorazione, conseguenti alla sopravvenuta menopausa: esiste qualche cura efficace ad attenuare tali disturbi?

Le vampate di calore sono solo uno dei disturbi che a volte si manifestano in seguito al sopravvenire della menopausa. Sono sicuramente uno dei disturbi meno facilmente tollerabili, ma per averne ragione in maniera sempre più definitiva definitiva, omeopaticamente parlando, è consigliabile effettuare una visita globale della persona, che valuti, oltre a questi, altri sintomi insorti in seguito all'instaurarsi della menopausa, tra i quali i più frequenti sono le variazioni del tono dell'umore, modificazioni dello stato di trofismo delle mucose genitali e la riduzione del tono calcico. Si tratta di disturbi che una cura omeopatica ben fatta, che li consideri cioè nella loro interezza, è in grado di contenere in maniera sempre decisamente soddisfacente.


Sono un uomo di più di 40 anni, in cura dal novembre del 2004 per Ipotiroidismo da tiroidite autoimmune di Hashimoto. Da circa un anno assumo, a giorni alterni, una compressa di Eutirox 100 ed Eutirox 125. Finora la malattia ha avuto un decorso subclinico, senza effetti evidenti: tale patologia è curabile con i rimedi omeopatici? Ci sono speranze di guarigione, dato che per la medicina tradizionale è una patologia cronica? Un' eventuale terapia di mantenimento a lungo termine, che benefici apporterebbe rispetto all'assunzione della comune levotiroxina?

L'omeopatia in una malattia come la sua può avere diversi effetti benefici: in primo luogo cercare di portarla a ridurre l'assunzione del farmaco, che ha effetti collaterali noti sul metabolismo del calcio, particolarmente se assunto a lungo termine; in secondo luogo cercare di preservare della ghiandola la parte ancora integra, e dunque potenzialmente funzionante, che per questo assicurerebbe al suo organismo una migliore capacità di adattamento, dal momento che la tiroide regola in maniera indiretta tutte le principali funzioni metaboliche del nostro organismo; conseguenza proprio di quest'ultimo aspetto, una migliorata sensazione complessiva di vitalità del suo organismo, proprio perché nuovamente in grado di modificarsi naturalmente e appropriatamente agli stimoli esterni.


Volevo sapere se è possibile acquistare come medicinali omeopatici in grado di curare il gonfiore che si verifica alla sera sulle mie gambe: sono impiegata, e trascorro molto tempo seduta; ho già operato anni fa la safena e, nonostante faccia sport – bici e corsa quasi tutti i giorni - la sera ho sempre le gambe gonfie, molto gonfie.

Per problemi come il suo, può assumere rimedi come Pulsatilla se il gonfiore alle gambe si verifica indipendentemente dalla temperatura esterna, Natrum Carbonicum se si accentua, o compare prevalentemente nei mesi estivi, Hamamelis se sono presenti vene varicose dolorose al tatto. Al bisogno assuma uno dei rimedi, alla 15 ch, in numero di due granuli ogni tre ore, diradando al miglioramento, fino a sospenderlo nel giro di 5-7gg. Localmente può applicare una pomata sempre di Hamamelis, tutte le sere, con tipico massaggio dal basso verso l'alto. Le regole comportamentali per l'insufficienza venosa sono le seguenti: evitare di stare troppo in posizione eretta, indossare calze elastiche al mattino prima di alzarsi, riposare con la parte terminale del letto rialzata di 15-20 cm e utilizzare un poggiapiedi tutte le volte che sta a lungo seduta. Ottimo il proseguire l'attività fisica, così come nella sua. Tutte queste cure però saranno solo da intendersi come palliativi, perché per prevenire possibili complicazioni del disturbo, tra cui la malattia varicosa e le flebiti, sarà necessario effettuare una cura cosiddetta costituzionale, che permetta di identificare le cause predisponesti del suo organismo ed eliminarle radicalmente quanto più possibile.


Mia figlia, poco più che ventenne, ha scoperto di essere intollerante al nichel, dopo aver effettuato varie prove allergiche, che abbiamo deciso di fare a causa di manifestazioni cutanee alle mani, che comunque si verificano sempre all'avvicinarsi del ciclo mestruale. Dato che le cure dermatologiche non hanno risolto il problema, ho preferito rivolgermi ad un omeopata per farle personalizzare una dieta adeguata, al fine anche di farle perdere diversi chili, in quanto in sovrappeso. Premetto che mia figlia è anche affetta da asma allergico sin dall'età infantile, e per anni ha curato tale asma con l'omeopatia, con enorme successo. La dieta prescritta dal dietologo-omeopata ha ovviamente escluso tutti i cibi che contengono il nichel, quindi solo alcuni tipi di verdure, pane di kamut, mozzarella, pasta di riso, frutta fuori dai pasti principali, carni bianche e carne di vitellina, solo alcune specie di pesce, inoltre un drenante omeopatico da assumere due volte al giorno. Ma dopo un mese di cura il risultato non è stato ottimale, peso perso 3 kg. e la manifestazione cutanea, è temporaneamente scomparsa per ricomparire all'avvicinarsi della data prevista per il ciclo mestruale. Vorrei quindi un suo consiglio su ulteriori indagini da fare (sottolineo che ha già effettuato controllo ecografico ed ormonale tiroideo - dal quale non è risultato niente di anomalo – e che il ciclo mestruale non è mai di 28 gg. ma, da circa sei mesi, di 33/35 giorni).

Premetto che il caso di sua figlia è piuttosto articolato e quindi non facilmente affrontabile con una semplice mail. Se non l'ha effettuata, le suggerirei di sottoporre sua figlia ad una ecografia pelvica, per escludere una sindrome da ovaio policistico che, a volte, si accompagna a problemi di obesità. Sulle terapie omeopatiche non posso esprimere giudizi perché oggi gli approcci così denominati sono molteplici, ma la gran parte poco ortodossi, e quindi poco capaci di curare, nel rispetto della naturale fisiologia dell'essere umano. Raccomando, comunque, accanto alla dieta alimentare per i chili in eccesso, un' adeguata attività fisica, che è comunque il fattore determinante per una perdita di peso efficace e soprattutto duratura.

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