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FAQ (Frequently Asked Questions)
 - Omeopatia per la cura dell'apparato genitale

 
Sono una ragazza di più di 20 anni di età, che soffre di candida da circa 3-4 anni. Dopo varie cure da diversi ginecologi sono andata da un ginecologo omeopata che mi ha dato una cura di due mesi circa: il problema è che mi trovo quarantesimo giorno di questa cura, ma non vedo miglioramenti. La cura consiste dei seguenti prodotti: Thuya occidentalis 35k granuli: 2 granuli ogni sera, Thuya occidentalis 30LM monodose: ogni 20 giorni la sera, Albicansan D5 gocce: 10 gocce la mattina e 10 la sera, Redoxon: una compressa al giorno, Euclorina lavande: 1 volta al giorno, oltre a dei cibi da evitare (latticini, patate, pizza, e riso). Vorrei sapere se secondo lei la cura va bene e se è corretto non mangiare i cibi sopra indicati.

Le cure omeopatiche in generale sono personalizzate, ovverosia non sono rivolte alla sola cura del sintomo locale, ma mirano a considerare questo sintomo nell'ambito di uno squilibrio globale della persona, che si palesa con sintomi anche di reattività a diverse condizioni ambientali e personali, nonché anche sulla base di caratteristiche temperamentali e d emotive, che variano tra individui affetti da una medesima patologia. In basa a quanto dettole, dunque, non posso esprimere alcuno giudizio sul rimedio omeopatico somministratole, ovverosia thuja, perché dovrei conoscere molti più aspetti della sua persona, che solo all'interno di una visita omeopatica prolungata e adeguata si possono definire con certezza. Certo è, tuttavia che, se dopo 40 gg di cura, non ha presentato proprio nessun miglioramento sarebbe il caso di rivalutare il suo quadro generale. Sulla dieta sono abbastanza d'accordo: i cibi da escludere in coloro affetti da candida sono essenzialmente quelli lievitati, gli zuccheri raffinati, latte e latticini e alcolici come la birra. Aggiungerei a tutto questo, però dei validi fermenti lattici, che tuttavia hanno possibilità di successo, così come la dieta, solo se la cura omeopatica di fondo è stata ben individuata e personalizzata dal terapeuta.


Sto cercando un dietologo omeopata che possa aiutarmi a sconfiggere una candida intestinale e vaginale.

Nei disturbi provocati dalla candida, l'omeopatia è sempre in grado di intervenire con rimedi capaci di modificare l'ambiente della persona che permette a questo germe, normale abitante del nostro organismo, di sviluppare, invece, proprio in determinate condizioni, la sua forma più aggressiva, con disturbi che, frequentemente, interessano proprio intestino e vie urogenitali. Proprio perché non diretta alla semplice eliminazione del germe, ma bensì al potenziamento naturale delle difese, l'omeopatia può garantire, se ben eseguita, i risultati più soddisfacenti nel breve-medio periodo, a differenza delle terapie tradizionali, che alla loro immediatezza iniziale, contrappongono invece, nel tempo, una certa facilitazione delle recidive. Accanto alla terapia omeopatica, cardine essenziale della cura, sarà necessario associare una serie di consigli dietetici e di fermenti lattici opportunamente studiati per questo problema, che tuttavia, proprio in assenza di uno studio attento delle condizioni organiche che hanno favorito lo sviluppo della candida e la sua disseminazione, e di una terapia adatta alla modificazione di queste condizioni, da soli difficilmente saranno in grado di produrre una remissione soddisfacente e duratura dei disturbi.


Le scrivo per avere un consiglio a livello omeopatico per la cura della candida vaginale di cui soffro da alcuni mesi: non avendo ottenuto alcun risultato con terapie allopatiche vorrei infatti avvalermi della medicina omeopatica

Trattandosi di un disturbo ad andamento cronico, non mi è possibile indicarle direttamente un rimedio capace di guarirla. In tutti questi casi, infatti, l'omeopatia nella sua forma più vera, efficace e priva di effetti collaterali, non cura direttamente la malattia o la causa della stessa (nel suo caso la candida, appunto), ma mira ad identificare, attraverso un esame minuzioso di tutto il suo organismo, la condizione predisponente che la rende suscettibile ai disturbi e le impedisce di pervenire ad una guarigione soddisfacente. In tale maniera la terapia omeopatica è sempre personalizzata e, così facendo, mira a risolvere, insieme alla malattia, le cause effettive che la sostengono, senza eliminare le quali, nella migliore delle ipotesi, i suoi disturbi sono comunque destinati periodicamente a riaffiorare.


Buonasera, io ho un quesito da porle. Vivo una situazione familiare dove il mio essere maschio viene sempre calpestato, sono senza padre e figure paterne, le donne che dovrebbero badare a me mi trattano nel peggiore dei modi negando di fatto la mia mascolinità. Questo si ripercuote soprattutto nei rapporti interpersonali dove, con molta difficoltà, riesco a malapena a impormi, sono terrorizzato dalle femmine e ho paura dei maschi. Dopo molto tempo in queste condizioni, sul mio glande è comparsa una dermatite seborroica con tanto di candida, dovuto, mi dice la scienza medica, al "troppo stress", e io sono convinto che ci sia una relazione tra la mia malattia di "invecchiamento" al pene e i maltrattamenti che devo subire. Mi chiedevo se potesse darmi un barlume di speranza con qualche rimedio omeopatico.

Omeopaticamente, in tutti i disturbi a carattere cronico-recidivante, come quello di cui lei soffre, è necessario effettuare una visita preliminare: proprio come lei stesso ben ha scritto, è molto probabile che le condizioni familiari in cui vive possano aver determinato una modificazione permanete dell'armonia funzionale di tutto il suo organismo, predisponendola al disturbo di cui lei soffre, ed impedendo al suo organismo, nel contempo, di pervenire ad una spontanea remissione dei sintomi. E' proprio dunque questa condizione individuare di predisposizione che è necessario curare, affinché lei possa ottenere una guarigione ce risulti, nel tempo, pienamente soddisfacente.


Sono un uomo di più di 40 anni e scrivo per avere da voi, se possibile, un aiuto. Soffro da diversi anni di infezioni ricorrenti all'apparato urogenitale, prima una prostatite recidivante da Enterococcus faecalis trattata con svariati antibiotici, poi una cistite, ma da un paio di anni mi tormenta un uretrite: ho fatto varie volte il tampone ureterale ed in alcuni casi è risultato positivo anch'esso per Enterococcus faecalis. Anche in questo caso antibiogramma con assunzione di molteplici antibiotici, ma il risultato è sempre lo stesso: dopo un po' l'infezione si ripresenta con bruciore alla punta del pene e, se trascurata, con ripercussioni anche sull'erezione. Ho praticato anche altri esami per escludere altre patologie tipo: spermiocoltura ( solo una volta positiva per lo stesso batterio), ricerca gonorrea, miceti, trichomonas, chlamydia uretrale, mycoplasma hominis, sempre negativi. Detto questo spero di essere stato esaustivo nel darvi delle informazioni affinché voi possiate stabilire una terapia idonea per me.

Purtroppo non posso indicarle un rimedio da prendere, semplicemente perché l'omeopatia, nei casi come il suo, in cui cioè le affezioni hanno la tendenza a recidivare con frequenza, non aggredisce direttamente i germi, ma cura l'organismo che ne è suscettibile. Infatti, il continuo ritorno dei sintomi è proprio indice di una suscettibilità individuale, che nessuna terapia antibiotica potrà mai curare definitivamente. Attraverso un colloquio prolungato, invece, ed una visita medica appropriata, è possibile arrivare a comprendere tale stato di suscettibilità, realizzando così una terapia personalizzata che mira alla rimozione non degli effetti, ma bensì delle cause reali che condizionano il continuo ritorno dei suoi sintomi.

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